Umbria

“Festa di popolo ma anche di lotta. Tante le discriminazioni” (le foto)


“È il Pride a Perugia con più adesioni di sempre: migliaia di cittadini hanno preso parte a questa grande festa”: lo ha ribadito, emozionato, il segretario di Omphalos Roberto Mauri, arrivando a Corso Vannucci, il punto di ritrovo per gli interventi dopo il festoso corteo che è partito da piazza Fortebraccio (Arco Etrusco) per poi scorrere lungo il classico percorso del centro storico, passando per via Pinturicchio, via XIV Settembre, Tre Archi, via Marconi, via Masi, viale Indipendenza, piazza Italia e Piazza IV Novembre. Tanti cittadini, tantissimi della comunità LGBTQ+, istituzioni ma soprattutto associazioni, organizzazioni e realtà territoriali che hanno dato la propria adesione al manifesto di Umbria Pride. Il segretario di Omphalos Mauri ha tenuto a precisare che è stata una festa di popolo ma anche un momento di lotta:



“Rispondiamo a questa stagione politica che tende a omologare, invisibilizzare, normalizzare le esperienze e le vite della comunità Queer”. 

La lotta riguarda anche le politiche del Governo nazionale secondo il segretario: “In un Paese dove un gesto d’amore come la Gestazione per Altri – il cosiddetto utero in affitto, ndr – è declassato a reato universale, in un posto in cui, nonostante ci siano 99 femminicidi all’anno e centinaia di richieste di aiuto e sostegno rivolte al nostro CAD per discriminazioni o violenze omolesbobitransfobiche, il governo ha varato una legge che a scuola impedisce ogni ragionamento su affettività e sessualità consapevoli. Valditara vuole che la scuola chieda il permesso alle famiglie, confinando quindi i figli non etero di genitori reazionari o privi di strumenti alle informazioni che arrivano dal web, dalla tv o dai porno. È davvero così che credono di difendere i loro figli?”.

Il Video corteo Umbria Pride 2026

Il corteo si è aperto con uno striscione “mirato” con la scritta “Scomodə”: lo slogan di quest’anno, la schwa (ə) nella parola “Scomodə” è stata volutamente inserita per ricordare quel simbolo linguistico adottato dalla comunità LGBTQIA+ per indicare un’alternativa al maschile e al femminile. Altro slogan ribadito dagli organizzatori è stato questo: pari diritti e pari dignità per tutte le persone. Tra le istituzioni presenti la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, l’assessore regionale Fabio Barcaioli, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e la deputata del M5S Emma Pavanelli.


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