Fermo celebra l’82esimo anniversario della Liberazione – Cronache Fermane
Celebrato il 20 giugno scorso, con una cerimonia molto partecipata, l’anniversario della Liberazione di Fermo e del Fermano. In particolare, come ogni anno, è stato ricordato il tributo di sangue seguito all’eccidio nazifascista di Caldarette d’Ete che avvenne nel 1944. Una cerimonia toccante, promossa dal Comune di Fermo, dall’Anpi, dalla Provincia, dall’Isml e dall’Arcidiocesi, in occasione dell’82esimo anniversario di quei tragici fatti.
Prima la S. Messa nella Chiesa della Madonna del Pianto, presieduta dall’Arcivescovo Mons. Rocco Pennacchio, alla presenza delle autorità civili, militari, religiose e delle associazioni della città. Nel corso della celebrazione, a nome dell’intera Città, il Sindaco Aberto M. Scarfini ha letto la preghiera alla Madonna del Pianto per rinnovare, come ogni anno, il voto fatto per la salvezza della Città di Fermo dai lutti di guerra.
A seguire, nel piazzale antistante la chiesa dell’Immacolata Concezione di Caldarette Ete il secondo momento con la cerimonia commemorativa, nel corso della quale, si sono succeduti gli interventi di: Paolo Scipioni, presidente dell’Anpi provinciale che ha “ripercorso i fatti avvenuti a Caldarette nel 1944 e ha sottolineato l’impegno di farne memoria”, del Sindaco di Fermo Alberto Scarfini che ha ricordato “come sia fondamentale ricordare questi tragici fatti, che momenti commemorativi come questi hanno un ruolo molto importante per le giovani generazioni ed è essenziale la sempre più sentita necessità di pace che si costruisce tutti i giorni”, del vicario del Prefetto di Fermo Alessandra De Notaristefani di Vastogirardi che ha messo in evidenza «come la cerimonia di Caldarette rappresenti il dovere per tutti di ricordare e di onorare la memoria di quanto accaduto”, dell’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro che ha ricordato che “quanto accaduto a Caldarette 82 anni fa va ricordato e onorato come ogni anno, come avviene grazie a questa cerimonia».
Don Pietro Orazi ha poi benedetto le corone d’alloro che sono state deposte per omaggiare, alla presenza dei familiari e dei parenti, le vittime dell’eccidio compiuto a Caldarette il 19 giugno 1944. Prima sono stati deposti i fiori sulla stele, accanto alla chiesa, in memoria di Giovanni Protasi, il bambino morto all’epoca a soli sei anni per una scheggia di cannonata allo stomaco e privato delle cure necessarie. Corone d’alloro sui cippi in memoria di Giuseppe e Luigi Fortuna, che furono scambiati erroneamente per partigiani, crivellati di colpi dai tedeschi per rappresaglia, di Serafino Santini, che venne arso vivo per aver tentato di riappropriarsi delle bestie confiscate dai tedeschi.
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