Fdi rivendica un collegio “italiano” in Alto Adige

BOLZANO. Fratelli d’Italia rilancia la richiesta di un collegio senatoriale “italiano” in Alto Adige. L’obiettivo è ridisegnare il collegio di Bolzano-Bassa Atesina, quello storicamente più contendibile tra candidati di lingua italiana e tedesca, per aumentare il peso dell’elettorato italiano e garantire così l’elezione di un senatore espressione della comunità italiana.
La proposta è contenuta in un emendamento presentato dal deputato Alessandro Urzì. «Sarebbe il giusto segnale verso la comunità italiana, dopo la conferma dell’attuale rappresentanza di lingua tedesca garantita nella riforma elettorale», sostiene l’esponente di FdI.
Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, sottolinea però che la modifica non riguarda solo un aspetto politico. Intervenire sui confini dei collegi del Senato, spiega, significherebbe toccare la cosiddetta misura 111 del Pacchetto per l’autonomia e richiederebbe quindi anche uno scambio di note con Vienna, previsto dallo Statuto di autonomia. Sul merito della proposta, aggiunge, dovrà invece pronunciarsi la Svp.
Il presidente della Svp, Dieter Steger, definisce l’iniziativa «per certi versi comprensibile», osservando che una rappresentanza con due senatori di lingua tedesca e uno di lingua italiana rispecchierebbe la proporzione tra i gruppi linguistici. Allo stesso tempo ribadisce che il quadro internazionale che tutela l’autonomia non può essere messo in discussione, ma si dice disponibile ad approfondire il tema, valutando anche un eventuale intervento sui collegi della Camera.
Dalla maggioranza arriva anche il sostegno di Forza Italia. Il coordinatore provinciale Christian Bianchi definisce l’emendamento «una scelta di equilibrio istituzionale e di buon senso», auspicando una soluzione condivisa che, a suo avviso, punti a garantire un equilibrio nella rappresentanza politica dell’Alto Adige.
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