Umbria

Eolico Phobos, meno vincoli per i pipistrelli: per la Regione più difficile fermare il progetto

Per la Regione il tentativo di fermare l’impianto eolico Phobos si fa più complicato. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha infatti ridotto i vincoli ambientali legati alla tutela dei pipistrelli, rendendo l’impianto più facilmente realizzabile e togliendo a Palazzo Donini uno degli argomenti tecnici più forti per cercare di bloccarlo o rimetterne in discussione l’autorizzazione. A renderlo noto è l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca.

Le novità La decisione riguarda una delle prescrizioni ambientali inserite nel procedimento di Via, la Valutazione di impatto ambientale per il maxi progetto eolico previsto nell’Orvietano, contestato da diversi enti locali per i possibili effetti sul paesaggio e sull’ecosistema dell’area. In origine era stato stabilito che le turbine dovessero fermarsi quando la velocità del vento scendeva sotto i 7 metri al secondo, misura introdotta per tutelare le colonie di pipistrelli presenti nella zona. I chirotteri, infatti, sono considerati particolarmente vulnerabili alla presenza delle pale eoliche.

Soglia abbassata A seguito della verifica successiva svolta dal Ministero, la sottocommissione tecnica ha però ritenuto adeguate le misure proposte dalla società proponente, riducendo i vincoli inizialmente previsti. La soglia di fermo delle turbine è stata abbassata a 5 metri al secondo e la limitazione sarà applicata soltanto nelle ore notturne, tra le 18 e le 6, e nel periodo compreso tra aprile e ottobre. La modifica consente quindi alle pale di restare in funzione per un numero maggiore di ore, riportando la produzione energetica dell’impianto su livelli ritenuti compatibili con la sostenibilità economica del progetto.

De Luca Secondo la Regione, questa decisione indebolisce sensibilmente le possibilità di intervento sul procedimento autorizzativo. «L’esito della verifica di ottemperamento spunta significativamente le nostre armi», scrive De Luca, ricordando come la giunta regionale abbia dato «l’indirizzo politico chiaro e inequivocabile di perseguire ogni possibilità di annullamento o revoca del silenzio assenso». L’assessore sottolinea però che le valutazioni relative alla tutela dei pipistrelli rientrano nelle competenze esclusive dello Stato e che Palazzo Donini non può sostituirsi alle decisioni del ministero. Un eventuale blocco autonomo dell’impianto, spiega, rischierebbe di esporre l’ente a ricorsi e a richieste di risarcimento danni di entità rilevante.

Il Governo intervenga Palazzo Donini continua comunque a contestare il percorso che ha portato al via libera del progetto, ritenendo che un impianto di tali dimensioni non avrebbe dovuto essere autorizzato attraverso il meccanismo del silenzio assenso, cioè l’approvazione automatica che scatta in assenza di un diniego entro i termini previsti. La Regione torna quindi a chiedere un intervento diretto del Governo. «Ci appelliamo nuovamente al Governo nazionale affinché proceda alla revoca dell’autorizzazione», conclude De Luca, richiamando anche precedenti riesami di progetti eolici avvenuti nel vicino territorio viterbese e sostenendo che il Consiglio dei ministri dispone di un margine di valutazione più ampio rispetto a quello strettamente tecnico delle amministrazioni competenti.

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