Fare ancora Joel? Non ne ho idea, ma farei Daredevil
Al Napoli Comicon 2026 ho avuto il grande piacere di incontrare Troy Baker, il leggendario attore che ha dato vita a numerosi personaggi iconici nel mondo dei videogiochi: da Sam Drake di Uncharted a Higgs di Death Stranding, passando soprattutto per Joel Miller di The Last of Us.
Troy Baker e l’evoluzione del performance capture
Everyeye: Interpreti personaggi nei videogiochi da molto tempo ormai. Come è cambiato il tuo lavoro con l’evoluzione del performance capture?
Troy Baker: Penso che il cambiamento principale sia che ho capito sempre di più che non dipende da me. Prima pensavo di dover fare tutto da solo, di reggere sulle mie spalle l’intera performance. Ed era quando ero molto arrogante. Ora che lavoro con tutti questi studi incredibili, mi rendo conto di quanto lavoro ci sia dietro una performance: dal character modeling, al programmatore, all’artista delle luci, agli shader. Ogni persona che contribuisce a quella performance sta supportando anche la mia. Ho imparato a fidarmi di più. So anche come appaio in camera, quindi non cerco di convincere qualcuno: semplicemente esisto, sono in quel momento. Questo ha fatto impazzire molti registi, perché sono abituati all’idea di girare una scena intensa, piena di emozioni, e mi chiedono “cosa stai provando adesso?”. E io rispondo “adesso sto prendendo il caffè”. Quando gireremo quella scena da due pagine dopo pranzo, ti dirò cosa sto provando in quel momento. Quindi sì, quello che è cambiato per me con il performance capture è imparare a fidarmi di più delle persone con cui lavoro. E poi c’è una cosa fondamentale: se qualcosa è brutto, non lo useranno. E se non mi piace un take, probabilmente è perché sto cercando di impressionare qualcuno. Alla fine, non sta a me decidere cosa finisce nel montaggio finale. Grazie per la bella domanda.
Joel in The Last of Us e il futuro del personaggio
Everyeye: Hai interpretato tantissimi personaggi. Però credo che Joel sia quello che ti ha reso più famoso. Pensi di avergli già dato tutto o credi che ci sia ancora qualcosa da esplorare?
Troy Baker: Entrambe le cose. Credo di aver dato tutto quello che avevo da dare. Se mi fossi trattenuto, dovrei vergognarmi, perché un personaggio così merita tutto. E non solo io: Ashley, Laura, Jeffrey Pierce, Merle Dandridge, Annie Wershing… tutti noi abbiamo dato tutto, spremendo ogni goccia possibile in quelle storie. Detto questo, penso anche che abbiamo fatto un ottimo lavoro, noi attori e tutto il team di Naughty Dog, nel far crescere quelle storie e mostrare che c’è ancora altro da raccontare su quei personaggi. Credo che lo vedremo nella terza stagione della serie. Ancora oggi le persone vengono da me e mi raccontano cose che hanno capito sui personaggi, e io penso “non ci avevo mai pensato”. L’altro giorno ho detto una cosa e qualcuno l’ha interpretata dicendo che c’è ancora altro in arrivo, ma io non ne ho idea. So però che grazie alle conversazioni con chi ha vissuto questa storia, tra gioco e serie, le persone stanno immaginando nuove storie e nuovi aspetti dei personaggi, oltre a ciò che abbiamo creato noi.
Higgs, Death Stranding e il rapporto con Hideo Kojima
Everyeye: Higgs in Death Stranding è quasi l’opposto dei tuoi ruoli più umani. Quanto ti sei divertito con quel personaggio e qual è la cosa più preziosa che hai imparato su di lui?
Troy Baker: Ci siamo divertiti tantissimo. Norman è stato fantastico. Probabilmente la cosa che più mi porto dietro è l’amicizia con lui. Il mio ricordo preferito… avevo un grande monologo, e Hideo mi ha dato una scena incredibile per far capire davvero chi fosse Higgs. Mi ha lasciato libertà totale, e ne sono orgoglioso. Tutto il resto è stato divertente, ma quello è stato il momento in cui abbiamo dato a Higgs una dimensione più concreta. Però il mio momento preferito non è stato sul set, né nei panni di Higgs, né con Kojima come regista. È stato con lui come amico, molto tempo dopo la fine dei lavori, quando mi ha spiegato perché Higgs canta e suona la chitarra: perché qualcosa che avevo fatto su Instagram aveva significato molto per lui. Quando hai detto “prezioso”, ecco, è questo che intendo. È la cosa più preziosa che mi porto dietro: Hideo mi aveva promesso un ruolo, ha mantenuto la parola e mi ha dato molto più di quanto meritassi.
I personaggi che Troy Baker vorrebbe interpretare
Everyeye: Ultima domanda: hai interpretato tanti personaggi iconici, ma c’è un personaggio dei videogiochi che avresti voluto interpretare o uno studio con cui ti piacerebbe lavorare?
Troy Baker: Non c’è un personaggio che avrei voluto interpretare, perché se amo un personaggio è per la performance che ha già. Però ci sono diversi studi con cui vorrei lavorare. Ho sempre detto, e non è un’offesa per Charlie Cox, che è un attore incredibile e adoro il suo Daredevil, ma mi piacerebbe cimentarmi con quel personaggio. Lo amo da sempre, ho letto i fumetti per tutta la vita e penso sia uno dei supereroi più affascinanti di sempre. Quindi sì, quello sarebbe sicuramente uno che vorrei provare a interpretare.
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