Faraoni, il colpo perfetto: batte Akira e resta mondiale nella kickboxing

Roma – Il colpo perfetto di Mattia Faraoni. L’uomo di punta della kickboxing italiana non delude il pubblico che ha gremito il Pala Pellicone di Ostia (2000 spettatori, presenti anche tanti vip, l’acclamatissimo Cristian De Sica, Simona Ventura, Maurizio Mattioli, Guido Vianello reduce dal grande successo – nella boxe – in Texas). Il colpo perfetto è stato uno spinning heel kick alla testa, in pratica una tallonata girata, che dopo settanta secondi della prima ripresa ha spento le luci al giapponese Akira Jr. Una vittoria che vale a Faraoni la conferma del titolo mondiale ISKA dei cruiserweight (fino a 95 kg. di peso), ma soprattutto il biglietto per il prestigiosissimo K-1 al K-1 World Grand Prix 2026, la massima vetrina mondiale della kickboxing, dove affronterà campioni e veterani delle principali promotion asiatiche ed europee. Un passo decisivo verso la consacrazione globale.
Faraoni lucido e spietato
Il main event dell’edizione n.29 di Oktagon (organizzata da Opes con il supporto tecnico della Fight1 di Carlo Di Blasi), ha visto Faraoni alla quarta difesa consecutiva della cintura contro un avversario noto per potenza e ritmo nel circuito giapponese K-1 (il “Goat” della specialità insieme a “Glory” in Europa). Akira ha provato a imporre i low kick e a ridurre la distanza, Faraoni ha gestito con lucidità ogni pressione, mostrando mobilità, freddezza e pieno controllo del ring.
Luca Ward e l’ingresso da Gladiatore
Dunque, settanta secondi di grande intensità in un suggestiva cornice. E’ stato il famoso doppiatore Luca Ward, che ha fatto da annunciatore all’ingresso del romano sul ring riproponendo un passaggio del film “Il Gladiatore” (“La cosa mi ha veramente emozionato”, ha detto Faraoni). Una carica in più che Faraoni ha trasformato in ulteriore energia rivelatasi distruttiva per il Giappone.
Faraoni: “Quando l’ho visto indietreggiare ho deciso”
“È un’emozione grande combattere davanti alla tua gente e poi riuscire a vincere con un colpo oggettivamente di senso spettacolare – ha detto Faraoni – .E poi la cosa più importante è che mi sono guadagnato la qualifica il torneo più importante a Tokyo. Pensavo che lui fosse un attendista, che la sua pericolosità fosse soprattutto nel destro e nei colpi bassi. Ma quando l’ho visto andare indietro tra le corde ho detto: “Adesso te lo sparo a tremila”, l’ho preso. Funziona anche così”.
Ora missione Tokyo
Ora missione Tokyo: “La preparazione ricomincerà fra due settimane. Poi dall’8 febbraio si torna subito a fare sul serio, un impegno dietro l’altro. Il 24, 25 e 26 dicembre si mangia, a Capodanno pure, poi il resto a stecchetto. È quanto mi obbliga questa vita da atleta. Complimenti ancora, grazie
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