Friuli Venezia Giulia

Detenuto aggredisce tre agenti nel carcere di Udine, il sindacato: “Sistema penitenziario al limite”


Ancora tensione all’interno della casa circondariale di Udine. Secondo quanto riferito dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), un detenuto di nazionalità tunisina, quarantenne, trasferito dal carcere di Padova per motivi di sicurezza e detenuto in esecuzione di una condanna definitiva per l’omicidio della moglie, si sarebbe reso protagonista di due gravi episodi di violenza nei confronti del personale di Polizia penitenziaria.

I due episodi

Il primo risalirebbe allo scorso lunedì, quando il detenuto avrebbe completamente devastato la propria cella, danneggiando arredi e strutture. Durante l’intervento degli agenti per riportare la situazione sotto controllo, uno di loro sarebbe stato morso a una gamba e un secondo colpito con uno sputo al volto. Entrambi sono stati accompagnati al pronto soccorso e hanno riportato lesioni giudicate guaribili in alcuni giorni.

Nella mattinata odierna, domenica 14 giugno 2026, invece, lo stesso detenuto avrebbe nuovamente aggredito il personale. Secondo la ricostruzione fornita dal Sappe, mentre rientrava dall’ora d’aria avrebbe colpito al volto un ispettore con un oggetto tagliente, presumibilmente una lametta da barba o un frammento metallico. L’agente ha riportato una ferita alla guancia ed è stato trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto a medicazione con l’applicazione di diversi punti di sutura. Il bilancio complessivo è di tre appartenenti alla Polizia penitenziaria feriti, due dei quali ancora in convalescenza, oltre ai danni provocati alla cella.

Sull’accaduto intervengono Massimo Russo, delegato nazionale del Sappe, e Giovanni Altomare, segretario regionale del sindacato, che esprimono solidarietà ai colleghi coinvolti e chiedono maggiori tutele per il personale. “Non è più tollerabile che gli agenti continuino a essere bersaglio di aggressioni e violenze mentre svolgono il proprio servizio”, affermano. Alla denuncia si unisce anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che parla di un sistema penitenziario “al limite della sostenibilità” e rinnova l’appello al Governo e all’Amministrazione penitenziaria affinché vengano adottate misure straordinarie per garantire maggiore sicurezza agli operatori del settore.


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