«Farai una brutta fine». A processo per stalking un 50enne
MAIOLATI SPONTINI – «Io e la mia famiglia siamo terrorizzati, giriamo tutti con lo spray al peperoncino e abbiamo dovuto installare le telecamere per controllare casa». Un senso di inquietudine che una 44enne jesina ha imputato al suo vicino di casa, un 50enne finito a processo per stalking per i fatti accaduti a Maiolati Spontini a partire dal dicembre del 2024. Ieri mattina, il dibattimento è entrato nel vivo davanti al giudice Ludovica Monachesi. Sul banco dei testimoni è salita la vittima, parte civile con l’avvocato Rino Bartera. Ha sporto denuncia ai carabinieri poco più di un anno fa.
La ricostruzione
«Non mi spiego perché ce l’ha con me, non ci siamo mai frequentati, è solo il mio vicino di casa, abitiamo una di fronte all’altro. Mi tempesta si insulti e minacce» ha specificato la 44enne, parlando poi dell’episodio avvenuto a dicembre 2024. «Stavo tornando a casa e lui ha iniziato a dirmi: tanto farai una “finaccia”, ma non vedi come sei messa? Sì, ce l’ho conte, hai la demenza senile». In quell’occasione, c’era anche la figlia piccola della vittima. «Mamma io ho paura» avrebbe detto la bambina. «Che ora non si affaccia neanche più della finestra della cameretta per paura di incrociare lo sguardo dell’imputato» ha specificato la mamma. A maggio 2025 un altro episodio «mentre stavo tornando a casa con la pizza ha iniziato a insultarmi: devi morire, sei un pezzo di m…».
Il giorno dopo era corsa dai carabinieri per denunciare il vicino, a cui poi è stata applicata la misura del divieto di avvicinamento alla 44enne. Ci sarebbero stati altri due episodi di minacce o che comunque avrebbero gettato nel terrore la donna. Lo scorso dicembre, ecco un regalo inaspettato portato dal fioraio. Era la vigilia di Natale. «Mi hanno suonato alla porta per consegnarmi una stella di Natale. Apro il biglietto e c’era scritto: tanti auguri di buone feste». Firmato, la famiglia dell’imputato. «È stato anche capace di rovinarmi il Natale, mi sono sentita umiliata da quel biglietto» ha detto la 44enne, specificando anche che lo jesino «va a dire in paese che si è lasciato con la compagna per colpa mia o che lo diffamo dicendo che è gay. Tutte cose false». La donna ha anche installato per sicurezza le telecamere in casa. «Lo scorso giugno lo hanno ripreso mentre faceva i gestacci verso il monitor». Il processo è stato aggiornato al 22 giugno. L’uomo, difeso dall’avvocato Antonio Gagliardi, rigetta ogni contestazione. Deve ancora essere ascoltato.




