Fao, produzione di tè a 7,3 milioni di tonnellate l’anno per 9,4 miliardi di dollari – Istituzioni
Il tè connette le culture,
sostiene i
mezzi di sussistenza, rafforza le economie rurali e contribuisce
alla sicurezza alimentare global, ha un ruolo importante nella
riduzione della povertà estrema, nella lotta contro la fame e
nella salvaguardia delle risorse naturali. E’ quanto sostiene il
direttore generale della Fao, Qu Dongyu, che in occasione della
Giornata internazionale del Tè, dichiara” ogni giorno,
sosteniamo i coltivatori di tè, promuoviamo filiere del valore
sostenibili e lavoriamo insieme per un futuro più verde e
resiliente”. Le origini del tè risalgono a oltre 5.000 anni fa
ma questa bevanda, la più consumata dopo l’acqua, riveste
ancora un profondo significato culturale e sociale per molte
comunità in tutto il mondo, in quanto non è solo ampiamente
consumata, ma anche un potente simbolo di ospitalità, tradizione
e connessione sociale. Inoltre i suoi benefici per la salute, la
cultura e lo sviluppo socio-economico, secondo la Fao, rimangono
rilevanti ancora oggi. Attualmente il tè viene coltivato in aree
molto localizzate e sostiene il sostentamento di oltre 13
milioni di persone, tra cui piccoli agricoltori e le loro
famiglie, responsabili del 60% della produzione mondiale. Una
delle bevande più antiche al mondo e la bevanda più consumata
dopo l’acqua, il tè è un prodotto ampiamente commercializzato.
Secondo i dati della Fao, negli ultimi decenni, l’industria
globale del tè ha registrato una rapida crescita, con un numero
sempre maggiore di consumatori in tutto il mondo, aumentati del
2% ogni anno. Il valore totale del commercio è stimato in 9,4
miliardi di dollari l’anno e la produzione mondiale nel 2025 ha
raggiunto i 7,3 milioni di tonnellate. La Fao ha designato sei
siti di coltivazione del tè come Sistemi del Patrimonio Agricolo
di Importanza Globale , quattro dei quali si trovano in Cina e
uno in Giappone.
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