Lazio

Ex Forlanini, il caso esplode in Parlamento: M5S all’attacco sull’uso dell’area

L’ex ospedale Forlanini torna al centro del dibattito politico nazionale e accende lo scontro a Montecitorio.

Quella che doveva essere una semplice richiesta di chiarimenti sui fondi destinati alla riqualificazione si è trasformata in un confronto acceso tra Governo e opposizione, con il Movimento 5 Stelle all’attacco sulla gestione di uno dei complessi più vasti e simbolici della Capitale.

A intervenire in Aula, rispondendo all’interpellanza presentata dal deputato pentastellato Francesco Silvestri, è stata la viceministra del Lavoro, Maria Teresa Bellucci.

La posizione dell’esecutivo resta, al momento, prudente e ancorata agli aspetti tecnici: dopo il trasferimento della struttura dalla Regione Lazio allo Stato, formalizzato nei mesi scorsi, non risultano ancora stanziamenti specifici per il rilancio del Forlanini.

I fondi Inail disponibili per il triennio 2025-2028, ha chiarito Bellucci, sarebbero già destinati ad altri interventi urgenti nel settore dell’edilizia sanitaria.

Una risposta che non ha convinto l’opposizione. Silvestri ha replicato con toni duri, accusando il Governo di non fare piena chiarezza sul futuro dell’area.

Secondo il deputato, le informazioni più rilevanti emergerebbero da fonti esterne e non dal confronto parlamentare, alimentando il sospetto di operazioni poco trasparenti legate alla possibile destinazione del complesso.

Nel mirino anche la gestione degli ultimi anni: il rischio, secondo il Movimento 5 Stelle, è che il progressivo abbandono della struttura possa aprire la strada a soluzioni che allontanerebbero definitivamente il Forlanini da una funzione pubblica. Un’ipotesi che l’opposizione contesta con forza, richiamando il valore storico e sanitario dell’ospedale.

Da qui la proposta alternativa: trasformare l’area in un polo multifunzionale al servizio della città. Tra le ipotesi avanzate, la realizzazione di residenze sanitarie assistenziali pubbliche, spazi dedicati alla ricerca e servizi di prossimità per il quartiere, come asili e strutture sociali.

Il confronto resta aperto e destinato a proseguire. Sullo sfondo, il destino di un complesso da venti ettari che, da anni, attende una nuova identità e che continua a rappresentare uno snodo cruciale tra memoria storica e prospettive future della sanità romana.

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