Lazio

ex chiosco di fiori in fiamme, colonna di fumo nero e aria irrespirabile fino alla Stazione

Un’altra istantanea di abbandono urbano che si trasforma, nel giro di pochi minuti, nell’ennesimo focolaio di emergenza quotidiana.

Erano da poco passate le 11 della mattina quando al civico 297 di via Tiburtina l’incuria ha preso letteralmente fuoco: un ex chiosco di fiori dismesso da tempo, ormai ridotto a un simulacro arrugginito ai margini del marciapiede, è stato improvvisamente avvolto e inghiottito da un incendio di violenza inaspettata.

Un rogo rapido, vorace e devastante che non si è limitato a incenerire la struttura, ma ha allungato le sue lingue di fuoco verso le infrastrutture pubbliche adiacenti, fino a squagliare e mandare fuori uso le plastiche e le cablature del semaforo di regolazione stradale posizionato a pochi passi.

Aria irrespirabile fino ai binari e psicosi tra i passanti

Il bilancio visivo è stato immediato: una colonna di fumo denso, scuro e acre si è levata in alto nel cielo della Capitale, facendosi notare a chilometri di distanza.

Spinta dalle correnti, la nube si è allargata a macchia d’olio verso lo scalo della vicina Stazione Tiburtina, dove centinaia di pendolari, turisti e passanti sono stati investiti da un penetrante odore di bruciato che ha innescato momenti di forte apprensione.

immagine di repertorio

Mentre le chiamate avvertivano i centralini dei soccorsi, sul posto sono piombate le autobotti dei Vigili del Fuoco.

I caschi rossi si sono dovuti spingere a ridosso dell’incendio per contenere il fronte del fuoco, evitare che l’impatto termico provocasse ulteriori danni alle attività contigue e avviare le complesse fasi di bonifica del metallo incandescente.

Traffico in tilt e il sospetto (conconito) del dolo

A gestire l’immancabile paralisi della viabilità sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, costretti a cingere il quadrante interessato, isolare la carreggiata e segnalare d’urgenza il guasto semaforico alle squadre tecniche di manutenzione per evitare incidenti a catena.

Resta adesso da sciogliere il nodo più spinoso: cosa ha innescato l’incendio? Le forze dell’ordine e i periti dei vigili del fuoco stanno scandagliando l’area alla ricerca di tracce d’innesco o di residui acceleranti.

Sebbene la pista del cortocircuito accidentale rimanga formalmente sul tavolo, le modalità dell’evento spingono gli investigatori a non escludere la matrice dolosa o l’atto d’imprudenza legato a qualche giaciglio improvvisato nel degrado del chiosco abbandonato.

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