Economia

Europa, il boom del fotovoltaico fa esplodere le ore a prezzi negativi

Il boom del fotovoltaico sta mettendo sotto pressione i mercati elettrici, con sempre più ore a prezzi zero o negativi nelle ore centrali della giornata. Secondo un’analisi di Pexapark, lo scorso aprile l’elevata produzione solare si è scontrata con una domanda debole, facendo crollare in diversi Paesi i capture factor, cioè la capacità degli impianti di monetizzare l’energia prodotta rispetto ai prezzi medi di mercato. Francia e Germania guidano il fenomeno, ma segnali sempre più evidenti di oversupply strutturale emergono anche in Italia, Spagna e Polonia.

Francia: capture factor in caduta

La Francia mostra uno dei peggioramenti più evidenti in Europa. Secondo Pexapark, lo scorso aprile il 45% della produzione solare francese è avvenuto durante ore a prezzi negativi, contro il 29% dell’aprile 2025: un aumento di circa 16 punti percentuali in un anno. Il fenomeno è accelerato progressivamente nei mesi precedenti: a marzo la quota era intorno al 13%, mentre già a febbraio erano emersi i primi segnali di forte surplus fotovoltaico.

Parallelamente, il capture factor del solare è crollato da circa 0,42 a 0,10, mentre le ore a prezzi negativi sono aumentate da 90 a 139. Alla base del crollo ci sono la crescita del fotovoltaico, il ritorno di maggiore capacità nucleare e le minori possibilità di export verso i Paesi vicini, anch’essi colpiti da eccessi di produzione solare nelle ore centrali della giornata.

Germania: prezzi negativi più lunghi

La Germania mostra come i prezzi negativi siano diventati sempre più frequenti e persistenti. Secondo Pexapark, lo scorso aprile gli eventi con prezzi negativi superiori a un’ora sono saliti a 22, contro i 13 dell’aprile 2025. Ancora più significativo il dato sugli episodi prolungati: gli eventi superiori a sei ore consecutive sono quadruplicati, passando da 2 a 8 in un anno.

Si allunga anche la durata massima continua dei prezzi negativi, salita da 7 a 17 ore consecutive, segnale di un oversupply fotovoltaico sempre più strutturale nelle ore centrali della giornata. In parallelo, il capture factor del solare tedesco è sceso da circa 0,40 a 0,26, mentre la quota di produzione realizzata durante ore negative è salita dal 32,6% al 46,8%.

Secondo Pexapark, a incidere è anche il vecchio sistema di incentivi Eeg, che continua a sostenere parte degli impianti rinnovabili anche durante periodi prolungati di prezzi negativi, riducendo gli incentivi alla riduzione della produzione.

Italia: più ore a prezzo zero nel Sud

In Italia il fenomeno si manifesta in modo diverso rispetto al resto d’Europa perché il mercato day-ahead non consente prezzi negativi. L’eccesso di produzione si traduce quindi in un aumento delle ore a prezzo zero, soprattutto nelle aree più esposte al fotovoltaico.

Secondo Pexapark, nel 2026 il fenomeno si è intensificato nelle regioni centro-meridionali e insulari. Tra febbraio e aprile Calabria, Sicilia e Sud Italia hanno registrato numerose ore a prezzo zero, con picchi fino a 15 ore mensili tra marzo e aprile. La Sicilia è passata da zero eventi nei primi mesi del 2025 a 12 ore a febbraio e 15 a marzo 2026, mentre Calabria e Sud Italia mostrano un andamento simile. Anche il Centro-Sud registra le prime ore a prezzo zero in aprile.

Il Nord Italia, invece, resta immune al fenomeno confermando la crescente frattura strutturale del sistema elettrico nazionale: il Mezzogiorno concentra sempre più produzione solare, ma dispone ancora di limitata capacità di trasmissione verso le aree a maggiore domanda.

Spagna: surplus fotovoltaico anche in inverno

La Spagna mostra come l’oversupply solare non sia più limitato ai mesi primaverili ed estivi. Secondo Pexapark, già nei mesi invernali del 2026 una quota molto elevata della produzione fotovoltaica è stata venduta durante ore a prezzi negativi.

Lo scorso febbraio il dato è balzato al 52% contro lo 0% dell’anno precedente, mentre a marzo è salito dal 21% al 46%. Ad aprile quasi il 41% della produzione solare spagnola è avvenuto durante eventi di prezzo negativo, contro il 35% del 2025.

Per Pexapark il fenomeno riflette la rapida crescita del fotovoltaico in Spagna, combinata con una limitata capacità di accumulo e di export verso i mercati vicini durante le ore di surplus. Un contesto che sta trasformando i prezzi negativi da fenomeno stagionale a dinamica sempre più strutturale del mercato elettrico spagnolo.

Polonia: i primi segnali di oversupply

Anche la Polonia inizia a mostrare segnali sempre più visibili di pressione sui prezzi legata alla crescita del fotovoltaico, anche se con intensità ancora inferiore rispetto ai grandi mercati dell’Europa occidentale.

Secondo Pexapark, in aprile la quota di produzione solare realizzata durante ore a prezzi negativi è salita al 28,5%, contro il 27,1% dell’anno precedente. Un incremento contenuto, ma che conferma l’emergere progressivo di condizioni di oversupply anche nel mercato polacco. In parallelo, il capture factor del fotovoltaico è sceso da circa 0,54 a 0,40 (-25%), mentre le ore a prezzi negativi sono aumentate da 75 a 87.

Il fenomeno resta ancora relativamente limitato rispetto a Francia, Germania o Spagna, ma evidenzia una crescita graduale degli eventi negativi già a partire dai primi mesi del 2026. Secondo Pexapark, il mix elettrico ancora fortemente basato sul carbone e una minore penetrazione del solare hanno finora contenuto la pressione sui prezzi. Tuttavia, l’espansione delle rinnovabili e la crescente integrazione con i mercati confinanti potrebbero intensificare queste dinamiche nei periodi di domanda debole.

Batterie: cresce il valore degli accumuli

L’aumento dei surplus fotovoltaici sta rendendo sempre più redditizi i sistemi di accumulo. Secondo Pexapark, in Germania tra il 2025 e il 2026 è cresciuta fortemente la differenza tra le ore con prezzi molto bassi e quelle con prezzi elevati, sia nel mercato day-ahead sia nell’intraday.

Per le batterie significa maggiori opportunità di guadagno: possono accumulare energia quando il surplus solare fa crollare i prezzi e rivenderla la sera quando i valori tornano rapidamente a salire. Il trend, osserva Pexapark, conferma una dinamica sempre più strutturale nei mercati europei e rafforza il ruolo strategico degli accumuli per gestire la crescente volatilità del sistema elettrico.


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