Escalation criminale nel Vibonese. Il rischio adesso è l’assuefazione
Nel Vibonese la criminalità rialza la testa. Roghi, intimidazioni, colpi d’arma da fuoco: episodi che “ridisegnano” la mappa dell’insicurezza. Lo Stato, però, intensifica controlli e misure di prevenzione. Ad oggi le indagini sembrerebbero confermare la persistenza di interessi criminali: gli inquirenti non escludono che alcuni episodi possano essere collegati a dinamiche estorsive o a contrasti interni a circuiti criminali locali, o addirittura a “cani sciolti”. Dopo le ultime intimidazioni, l’attenzione resta molto alta: gli spari contro il centro di fisioterapia in contrada Mennella a San Gregorio d’Ippona arrivano dopo quelli contro l’auto di un parrucchiere nella stessa zona e dopo l’incendio di un garage, a Pizzo, contenente materiale sanitario destinato ai presìdi di Vibo Valentia, Lamezia Terme e Catanzaro. Episodi che si aggiungono ad auto incendiate, proiettili, molotov e aggressioni fisiche. Fatti diversi, distribuiti tra Vibo e hinterland, ma uniti da un tratto comune: la volontà di intimidire.
Adesso il pericolo è che la frequenza di questi episodi possa trasformarsi in “assuefazione”. L’altro allarme che inizia a suonare è legato al rischio che tutto diventi “normale”. Se ad oggi il “linguaggio” utilizzato spaventa, non deve “abituare”, così come la paura non deve diventare uno strumento di controllo. Sullo sfondo una criminalità che spregiudicata si muove per riaffermare il proprio potere o vecchi equilibri.
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