Elezioni, rush finale alla Borsa Merci: il confronto tra i candidati sindaco di ArezzoNotizie

Molti giovani aretini sentono di avere poche occasioni per partecipare davvero alla vita della città, sia dal punto di vista culturale, del tempo libero, che politico e sociale. La giornalista Enrica Cherici ha chiesto ai sei candidati quali progetti concreti intendete mettere in campo per coinvolgere i giovani nelle decisioni pubbliche e per fare in modo che scelgano di restare e costruire il proprio futuro ad Arezzo.
Andreani: “Nostro punto chiave creare nei parchi dei nuovi impianti sportivi, fondamentale per aggregare i giovani. Inutile pensare all’oggi senza pensare al loro futuro. Promuovere convegni sui problemi che possono creare le varie dipendenze. Dare la possibilità a loro di potersi formare e istruire in ambito locale, dar loro un lavoro perché se lasciano la città deve essere una scelta libera, non una scelta obbligata”.
Ceccarelli: “Questa città non sa trattenere i giovani. 200-250 all’anno se ne vanno, non solo per lo studio e che poi non ritornano. Servono politiche integrate. Se diventerò sindaco li convocheremo a Rondine per stabilire con loro quali sono i progetti migliori da attuare nella prossima legislatura. Vogliamo maggiori centri di aggregazione e biblioteche diffuse per socializzare in maniera sana. Spazi come Bicchieraia e Petrarca da valorizzare, agevolazioni per i lavoratori. Logge del Grano potrebbe diventare una sala studio a orario continuato”.
Comanducci: “Tre direttrici: studio, lavoro e divertimento. Per noi chi ha la possibilità di studiare in un’altra città all’estero e positivo ma abbiamo bisogno che ritornino. Creare un polo forte aretino tecnologico su settori come la robotica. Promuovere incentivi che favoriscano l’apertura di nuove attività. Lavorare con le forze dell’ordine per garantire lo svolgimento delle attività di svago con sicurezza. Predisporre un luogo sicuro dal Comune per far sì che i ragazzi aspettino i loro genitori in modo sicuro”.
Donati: “I giovani se ne vanno perché gli stipendi e il tasso di occupazione sono molto bassi. La formazione tecnica nei vari settori ha bisogno di un polo della formazione rivolto a loro. Quindici under 25 sono candidati con noi, non vanno convocati bensì responsabilizzati. Diamogli fiducia e la possibilità di utilizzare spazi pubblici”.
Menchetti: “Innanzitutto i giovani chiedono di essere ascoltati. Tramite la lettera delle due sorelle Meacci uscita su ArezzoNotizie, una richiesta è un assessore alle politiche giovanili della loro età. I giovani chiedono di essere coinvolti e chiedono spazi per loro. Puntare sui Cas, i quartieri (fulcro di attività), dedicare un palco pubblico dove loro possano esprimere la propria creatività e le proprie doti. Riproporre la giunta dei giovani”.
Tulli (in vece di Marinelli): “I giovani hanno ragione, non c’è assolutamente nulla qui. L’unica cosa sono i grandi eventi abbastanza commerciali. Necessario ricostruire un tessuto di comunità dando spazi di autogestione ai giovani, avendo fiducia in loro. Non crediamo in una risposta sicuritaria, post Covid è emersa una difficoltà profonda nel leggere questo mondo pieno di conflitti e violenza, che non sembra dare orizzonti. La questione dell’autogestione è fondamentale perché in altre città funziona molto bene e così imparano a organizzarsi in autonomia”.
Source link


