Gli stabilimenti italiani non hanno le garanzie occupazionali sottoscritte con il sindacato tedesco

“La situazione che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori della Pierburg nei siti di Livorno e Lanciano sta assumendo contorni al limite del paradossale”. La denuncia arriva da Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del settore Automotive e componentistica, Massimo Braccini, segretario generale Fiom-Cgil Livorno e Andrea De Lutis, segretario generale Fiom-Cgil Chieti.
“Rheinmetall, che di fatto detiene ancora la proprietà dell’azienda – spiegano – è tutt’altro che un’azienda in crisi. Non stiamo parlando di Stellantis o di Electrolux, né di una delle tante aziende che stanno attraversando una profonda ristrutturazione a causa delle difficoltà che colpiscono il nostro sistema produttivo. Rheinmetall è un’azienda solida, che ha scelto di concentrare tutte le proprie risorse in un settore ben preciso: quello della difesa. Un settore nel quale sta guadagnando milioni e milioni di euro, anche grazie alle commesse affidate dal Governo italiano e finanziate con le risorse pubbliche dei cittadini”.
“Quello che sta accadendo, quindi, è il risultato di una scelta precisa di una multinazionale, una scelta che rischia di trasformarsi nell’ennesimo dramma occupazionale per il nostro Paese. Durante l’ultimo incontro, la stessa Rheinmetall, smentendo quanto dichiarato in precedenza – lamentano i rappresentanti sindacali – si è rifiutata di riconoscere agli stabilimenti italiani le stesse garanzie occupazionali sottoscritte con il sindacato tedesco a tutela dell’occupazione, a seguito della vendita del settore civile. Una vendita che, secondo alcune fonti, dovrebbe avvenire a favore di un fondo di investimento speculativo, noto negli anni per operazioni che hanno prodotto come unico risultato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un fondo che, in queste ore, è contestato anche dalle lavoratrici e dai lavoratori tedeschi”.
La Fiom Cgil si rivolge all’esecutivo: “Il Governo ha il dovere di intervenire, anche con fermezza, nei confronti di Rheinmetall. Basta elargire soldi pubblici a chi licenzia, vende o compie operazioni poco trasparenti sulla pelle dei lavoratori”.
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