Elezioni comunali, in Campania occhi puntati su Salerno
Elezioni comunali, urne aperte fino alle 15 di oggi, lunedì 25 maggio 2026, in serata i primi verdetti. Ballottaggi 7 e 8 giugno. In Campania riflettori sul possibile ritorno di De Luca a Salerno
Seggi riaperti in Italia fino alle 15 di oggi, lunedì 25 maggio 2026, per il secondo e ultimo giorno di votazioni per la tornata di elazioni amministrative Comunali in 748 Comuni di Regioni a Statuto ordinario dal Veneto alla Calabria e di Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Val d’Aosta fra le Regioni a Statuto Speciale. La tornata interessa circa 6 milioni e 600 mila elettori italiani.
L’affluenza nella prima giornata di votazioni di ieri, domenica 24 maggio 2026, è risultata in media in calo di poco meno di 4 punti. A chiusura seggi, alle 23, aveva complessivamente votato il 46,3% degli aventi diritto. Contro la media del 50,2% della precedente tornata negli stessi Comuni. A Venezia, unico capoluogo di regione alle urne, il calo è stato ancora maggiore, di ben 7 punti: 41,8% contro 48,8% di cinque anni fa.
ELEZIONI COMUNALI, A SALERNO IN CORSA DE LUCA DOPO 10 ANNI DA GOVERNATORE
A Salerno, poi, dove torna a correre da Sindaco Vincenzo De Luca dopo i 10 anni trascorsi a Napoli da presidente della Campania, l’affluenza nel primo giorno è risultata invariata: 49,9%, esattamente come cinque anni fa.
Lo scrutinio oggi, lunedì 25 maggio 2026, avrà inizio alle 15, senza soluzione di continuità con la chiusura dei seggi. Nel tardo pomeriggio sono attesi i primi verdetti sui nuovi Sindaci: i nomi di tutti i Comuni al voto sotto i 15 mila abitanti dove si vota a turno unico, quelli dei Comuni sopra i 15 mila abitanti dove uno dei candidati abbia ottenuto oltre il 50%+1 dei voti validamente espressi.
E dove dunque non sarà necessario ricorrere ad un secondo turno di ballottaggio stabilito per il 7 e l’8 giugno fra i due candidati più votati oggi. Data in cui, invece, si voterà per il primo turno anche in Sardegna in 149 comuni interessati, con eventuale turno di ballottaggio il 21 e 22 giugno.
LE CITTÀ CAPOLUOGO DI PROVINCIA AL VOTO
Al voto c’è un solo capoluogo di Regione: Venezia. E 17 altre città capoluogo di provincia: Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno. In Sicilia sono al voto Agrigento, Enna e Messina.
Questa tornata di elezioni Comunali rappresenta in questo senso anche un primo, piccolo ma significativo, test politico elettorale dopo il referendum sulla giustizia che ha bocciato la riforma del centrodestra e in vista, tra un anno, delle elezioni Politiche.
ELEZIONI COMUNALI, TEST POLITICO PER IL CENTRODESTRA
Un test in grado di rassicurare il governo Meloni sul fatto che, in fondo, la connessione con il Paese non si è spezzata oppure di far suonare l’ennesimo campanellino di allarme per la maggioranza di centrodestra. Parimenti, nel campo cosiddetto largo progressista, queste elezioni potrebbero dare ulteriore conferma del mantra «uniti si vince», ma anche offrire materia di riflessione sulla strada, non priva di insidie, che conduce alla costruzione di un’alternativa progressista vincente per il 2027.
CAMPO LARGO ALLA PROVA
Intanto va capito quanto è largo il campo largo. Azione conferma nei fatti, oltre che nelle parole, che non sarà della partita: sia a Venezia che a Reggio Calabria il partito di Carlo Calenda si schiera con il centrodestra mentre il campo progressista non riesce a mostrarsi unito in tutti i territori: vedi i casi di Mantova e Salerno).
LA DELICATA SFIDA DI SALERNO CON DE LUCA
Le sfide più delicate, quelle considerate ago della bilancia per capire chi, tra centrodestra e centrosinistra, potrà dirsi vincitore si giocano a Venezia e a Reggio Calabria ma anche a Salerno dove si prepara a tornare Vincenzo De Luca.
Nei 118 comuni al voto al di sopra dei 15mila abitanti, 47 sono amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici, 5 da esponenti M5s e dieci da amministratori non collocabili nei poli tradizionali.
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