ecco chi sono, erano tutti suoi compagni di classe
SENIGALLIA – Indagati quattro compagni di classe di Leonardo Calcina per atti persecutori e istigazione al suicidio. Tre sono del 2008 e uno del 2007. Si tratta di un 18enne nato a Fano, una 18enne nata a Senigallia, una 17enne nata in Romania, che entro l’anno compirà la maggiore età, e un 19enne di origine straniera, nato in Veneto.
La relazione
Condividevano con il 15enne, che nell’ottobre del 2024 si è tolto la vita a Montignano, la stessa aula dell’istituto alberghiero Panzini.
Una seconda superiore. Erano più grandi di Leonardo Calcina, nato nel 2009. I genitori della vittima avevano fatto i loro nomi subito, sapendo che sin dal primo giorno di scuola l’avevano preso di mira, ma le indagini erano state chiuse con una richiesta di archiviazione, impugnata per un difetto di notifica. I genitori, da cui era partita la denuncia, non ne erano infatti stati informati.
Le indagini sono state quindi riaperte in seguito alla loro istanza e adesso non sono più contro ignoti. Compaiono quattro nomi, gli stessi di chi aveva deriso e umiliato il ragazzo che poi ha scelto di farla finita. Gli inquirenti dovranno stabilire se abbiano avuto un peso nel portare il 15enne al suicidio. Per i genitori non ci sono dubbi. Sono certi che siano stati loro a indurlo ad aprire il fuoco contro se stesso con la pistola di ordinanza del padre. Adesso anche la procura vuole vederci chiaro.
A darne notizia ieri è stato il legale dei genitori di Leonardo Calcina, l’avvocata Pia Perricci, informando che hanno accolto con profondo senso di responsabilità l’iscrizione nel registro degli indagati di quattro giovani nell’ambito delle indagini sulla morte del figlio. Le ipotesi di reato contestate comprendono quindi gli atti persecutori e l’istigazione al suicidio. Si tratta delle stesse persone che, fin dall’inizio della vicenda, la famiglia e il suo difensore avevano indicato come centrali ai fini dell’accertamento dei fatti, chiedendo con determinazione che venissero svolti tutti gli approfondimenti investigativi necessari.
L’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce un giudizio di colpevolezza, ma rappresenta per loro un passaggio processuale di grande rilievo che conferma almeno la necessità di verificare fino in fondo ogni elemento emerso senza lasciare nulla di intentato. «Per mesi abbiamo chiesto che venisse ascoltata la voce di Leonardo e che fossero approfondite le responsabilità delle persone che avevamo sempre indicato – spiegano i genitori tramite il loro legale -. Oggi la giustizia compie un passo importante. Continueremo a batterci affinché venga ricostruita integralmente la verità».




