ecco 5 giochi sottovalutati da riscoprire
I videogiochi non sono tutti capolavori o atrocità: nel mezzo ci sono infinite sfumature di grigio che spesso possono attirare l’attenzione anche senza magari eccellere in nessun aspetto. Titoli accolti in maniera tiepida dalla stampa internazionale, ma che poi giochi pad alla mano e finisci con l’apprezzarli più del previsto.
Potrei fare tanti esempi di avventure che mi hanno regalato ore di sano intrattenimento pur avendo molteplici problemi, quei giochi considerati “medi” da critica e pubblico che vengono poi dimenticati velocemente. E invece molto spesso quelle stesse produzioni potrebbero regalare qualche sorpresa inaspettata, dimostrando che non bisogna essere per forza opere di assoluto livello per divertire dall’inizio alla fine. In particolare mi vengono in mente questi 5 nomi, dei quali conservo bei ricordi nonostante tutto:
50 Cent: Blood on the Sand
Quando 50 Cent si diede ai videogiochi non andò benissimo, diciamo così. In particolare il suo primo gioco, 50 Cent Bulletproof, si rivelò un mezzo disastro incapace di regalare stimoli anche al più accanito fan dell’allora popolarissimo rapper. Con il secondo, però, andò un po’ meglio, anche se 50 Cent Blood on the Sand non era comunque chissà quale TPS imperdibile, con una storia nonsense e un gameplay tendenzialmente ripetitivo.
Eppure ricordo di averlo giocato e rigiocato con grandissimo piacere, merito della sua giocabilità di stampo arcade intensa e frenetica che mi ha saputo intrattenere con gusto per diverse ore. Il trucco era non prenderlo mai sul serio visto che non era questo il suo scopo, e goderselo in maniera spensierata scatenando una pioggia di proiettili a ritmo delle canzoni di 50 Cent.
Deadpool
Ok sì, l’Action/Adventure tutto incentrato su Deadpool non era esattamente un campione di originalità, varietà e idee, e le medie piuttosto mediocri delle recensioni sono lì ad evidenziarlo. Tuttavia non c’è niente da fare, io questa imperfetta avventura con protagonista il folle antieroe della Marvel l’ho adorata proprio perché catturava alla perfezione l’essenza, la personalità ed il carisma del personaggio omonimo.
I dialoghi surreali, la rottura ripetuta della quarta parete e la generale assurdità che caratterizza tutto il gioco me lo hanno reso irresistibile nonostante i suoi limiti e me lo sono goduto con il sorriso stampato sul volto dal primo all’ultimo secondo. Con il passare degli anni è pure divenuto un cult ritagliandosi il suo zoccolo duro di appassionati, e in generale lo consiglierei ad ogni fan di Deadpool al mondo.
Kane & Lynch Dead Men
Ai tempi della sua uscita nel 2007 Kane & Lynch Dead Men arrivava carico di aspettative rimaste poi deluse, almeno andando a vedere i metascore ed i punteggi degli utenti sparsi per il web.
Indubbiamente l’opera targata IO Interactive era grezza su diversi aspetti, dal frame-rate fino a una giocabilità senza grossi spunti, nonostante ciò il primo episodio della serie me lo sono goduto senza mai annoiarmi, merito in particolare di una storia interessante e soprattutto delle dinamiche che uniscono i due protagonisti in un rapporto turbolento ma affascinante. Per il suo successore, Kane & Lynch 2 Dog Days, niente da fare invece: mi ha fatto sbadigliare.
Lost Soul Aside
Uno sviluppo molto lungo e travagliato, storia e personaggi poco memorabili e in generale la sensazione di essere un’occasione sprecata: al momento del suo debutto ad agosto 2025 Lost Soul Aside è stato accolto in maniera piuttosto fredda da stampa e giocatori attestandosi attorno a medie poco brillanti, per poi essere dimenticato piuttosto velocemente. Il suo principale problema è stato quello di essere pubblicizzato come puro Action/RPG, quando invece è molto più orientato verso l’azione di stampo Stylish che punta forte più sulla sostanza che sul contorno tecnico o narrativo.
Ecco, visto in questa maniera lo sfortunato titolo creato da Ultizero Games non è in realtà così malvagio come sembra. Anzi, la sparo grossa: credo sia anche un gioco abbastanza sottovalutato. Il suo sistema di combattimento mi ha elettrizzato così come anche le Boss Fight, e sotto tanti aspetti mi ha ricordato gli Action tanto in voga nei primi anni 2000 e che adoravo profondamente. Non riconoscere i suoi problemi sarebbe disonesto, però preso nel suo insieme penso sia un prodotto che meritava maggiore considerazione rispetto a una mera sufficienza.
Stranger of Paradise Final Fantasy Origin
Il prequel non canonico del primissimo Final Fantasy partì da subito con il piede sbagliato, con il trailer di presentazione divenuto un meme per via del protagonista Jack Garland e la sua ossessione per Chaos. E una volta disponibile la situazione non è cambiata più di tanto: Stranger of Paradise Final Fantasy Origin non ha avuto recensioni stellari, non è stato sicuramente accolto come un disastro ma di certo non ha lasciato il segno.
Però mi ha sempre incuriosito ed ero pienamente intenzionato a dargli una chance, fan come sono sia di Final Fantasy che di Team Ninja. Ed alla fine mi sono ritrovato tra le mani un Action/RPG Soulslike competente, con un intrigante sistema di combattimento e Boss Fight altamente spettacolari. Sì certo, la storia è trash ed i problemi tecnici erano evidenti, ma al netto dei suoi effettivi limiti credo che Stranger of Paradise Final Fantasy Origin avrebbe meritato un po’ di considerazione in più.
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