Società

Due giugno, la voce delle donne al voto

La meraviglia del diritto di voto sta in questa libertà conquista passo passo. Il dubbio di fare una cosa sgradita al padre, ma fare una scelta personale. Il primo voto ancora oggi è un’emozione. C’è la paura di andare nel posto sbagliato, di mettere la crocetta in modo errato. C’è la delusione quando il risultato non è quello che ti attendi, c’è la gioia quando vince chi hai considerato con il tuo voto.

Quel primo voto portò 21 donne sui banchi dell’Assemblea Costituente: nove provenivano dalla DC (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici Agamben, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra Verzotto, Vittoria Titomanlio), nove dal PCI (Adele Bej Ciufoli, Nadia Gallico Spano, Nilde Jotti, Teresa Mattei, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Teresa Noce Longo, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi), due dal PSIUP (Angelina Merlin e Bianca Bianchi) e una dal partito dell’Uomo Qualunque (Ottavia Penna Buscemi). Cinque di loro sarebbero entrate nella Commission incaricata di scrivere la Carta costituzionale: Maria Federici, Angela Gotelli, Lina Merlin, Teresa Noce e Nilde Jotti che, trent’anni più tardi, sarebbe stata la prima donna a ricoprire, per tre legislature, dal 1979 al 1992, la carica di Presidente della Camera dei deputati, una delle cinque più alte cariche dello Stato.

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In occasione dell’80° anniversario della Repubblica presentato al capo dello Stato, Sergio Mattarella, il francobollo commemorativo emesso per celebrare la ricorrenza del 2 giugno. Foto Quirinale


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