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Due assist di Messi, gol di Lautaro al 92’: l’Argentina ribalta l’Inghilterra (2-1) e vola in finale

ATLANTA – Mettete l’Argentina di fronte alla disperazione e ne tirerà fuori un capolavoro, perché questa squadra – questo popolo – ha un bisogno matto (disperato?) di trasbordare Messi verso qualunque tipo di eternità: ogni volta che si manifesta una fine a minacciare il tempo, succede che il loro calcio consunto diventa celestiale e viene rabbia nel chiedersi perché non giochino sempre così, perché buttino via mezze partite, o anche trequarti, a sembrare i reduci di un’epoca passata.

Argentina, un’altra rimonta

Stavolta non è neanche tutto dovuto a Messi: lui casomai ha organizzato, mettendosi a fare il regista di quest’altra indicibile rimonta sull’Inghilterra (2-1). I gol li hanno fatti Enzo Fernández e il “nostro” Lautaro, ed è il suo colpo di testa rabbioso già oltre il 90’ ad aver incendiato quest’altra notte che gli argentini passeranno a cantare e a prendere in giro gli inglesi, che se lo meritano pure. È stato infatti Tuchel a consentire ai sudamericani di scrivere questo finale, la sua idea geniale è stata di imbottire la squadra di difensori di ogni genere, quasi fosse un catenacciaro degli anni Cinquanta. È stato un progetto desolante, prima ancora che perdente: Bellingham e Kane non meritavano questo.

Pickford non arriva sul destro di Fernandez

Pickford non arriva sul destro di Fernandez 

Una sfida di trucchetti e provocazioni

In questo tabellone spezzato, nel quale nella parte alta stavano le squadre che amano giocare a calcio e in quella bassa chi s’è aggrappato a ogni genere d’espediente per sopravvivere, le due semifinali ne hanno rappresentato la simmetria perfetta, perché all’eleganza di Francia-Spagna, benché quella francese fosse dimessa, ha corrisposto la guerriglia di posizione di Inghilterra-Argentina, sfida di trucchetti e provocazioni in cui l’essenziale era non andare per il sottile e fare in modo che la palla arrivasse il meno possibile a Messi, Bellingham e Kane (mettiamoci anche Julián Álvarez), e ogni maniera era buona per raggiungere l’obiettivo, dopo che le due tifoserie hanno fischiato una l’inno dell’altra. Hanno cominciato gli argentini, che oltretutto erano in larga maggioranza.

Il gol di Lautaro

Il gol di Lautaro (afp)

Il pressing dell’Argentina

Di diverso, rispetto alle altre volte, l’Argentina ci ha messo l’aggressività del pressing, perché un conto è lasciar giocare in pace Capo Verde o l’Egitto, un altro l’Inghilterra, che non chiede altro, e in ogni caso gli inglesi hanno una coralità che l’Argentina, interamente dedicata al lavoro di protezione di Messi e all’attesa dell’attimo, non ha voluto avere: visto lo stato di grazia di Leo, ci poteva anche stare, come strategia. Ma forse serviva la disperazione per tirare fuori dagli argentini anche il fuoco del gioco, perché dopo aver preso gol da Gordon (grande apertura di Rice, cross di Rogers, anticipo su Molina), la Seleccion è diventata quello che non si era mai vista, una squadra con la bava alla bocca capace di attaccare da tutte le parti, di spedire in area i centrocampisti (miracolo di Pickford su Nico González, palo di Mac Allister sempre di testa), di andare oltre Messi, che comunque del suo, quasi da regista, ce ne stava mettendo.

Messi esulta a fine partita

Messi esulta a fine partita (reuters)

L’errore di Tuchel, Lautaro punisce l’Inghilterra

Lì ha di nuovo sbagliato Tuchel perché, anziché cercare la strada della controreplica, ha ammassato difensori in area di rigore (alla fine aveva quattro stopper in campo), praticamente inducendo l’Argentina a trovare una via più facile al gol: siccome davanti a Pickford c’era ormai uno stuolo di difensori, i sudamericani hanno cominciato a tirare da fuori, potendolo fare in libertà. È così che Enzo Fernández ha pareggiato e Mac Allister preso un altro palo. Ormai bastava la spallata definitiva e l’ha data Lautaro, incornando il cross del regista Messi. Avete presente?

Bellingham in lacrime a fine partita

Bellingham in lacrime a fine partita (afp)

Inghilterra-Argentina 1-2 (0-0)

Inghilterra (4-2-3-1) Pickford 6.5 – James 6 (38’ st Burn sv), Stones 5 (51’ st Rashford sv) , Guéhi 5, Spence 6 (51’ st Toney sv) – Rice 6.5 (38’ st O’Reilly sv) , Anderson 6 – Rogers 6, Bellingham 6, Gordon 7 (28’ st Konsa 5) – Kane 5.5. Ct Tuchel 4.

Argentina (4-4-1-1) E.Martinez 6 – Molina 5 (28’ st Montiel sv), Romero 7, L.Martinez 5.5 (28’ st Otamendi sv), Tagliafico 6 (36’ st Lautaro 7.5) – Giuliano 5.5 (28’ st De Paul 7), Paredes (6 20’ st Nico Gonzalez 7), Fernandez 7.5, Mac Allister 7.5 – Messi 7 – Alvarez 7. Ct Scaloni 7.

Arbitro: Elfath (Usa) 6.5

Reti: nel st al 10′ Gordon, al 41′ Enzo Fernandez, al 47′ Lautaro Martinez

Note: ammoniti Anderson, L.Martinez, Romero, De Paul.

Spettatori 68.239.


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