La mozione, presentata da Pd, Avs, M5s, Spazio democratico e Modena civica, ha ricevuto il via libera nella seduta di lunedì 20 aprile, con il voto favorevole dei proponenti. Il documento chiede all’Amministrazione di istituire questa Commissione per “analizzare utilità ed efficacia del servizio Drop-in di via Benassi e comprendere il ruolo nel contesto urbano e nelle politiche di contrasto alle dipendenze”. Inoltre, la mozione invita a “rafforzare il presidio socioeducativo e di sicurezza nell’area e a promuovere un Consiglio comunale tematico dedicato alle dipendenze patologiche e alle strategie di riduzione del danno”.
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Anna De Lillo (Pd), illustrando la mozione approvata, ha spiegato che il Drop-in è un “servizio di prossimità rivolto a persone con gravi fragilità legate a dipendenze”, che “opera secondo i protocolli di ‘riduzione del danno’, con l’obiettivo di ridurre i rischi sanitari e favorire percorsi di aggancio ai servizi sociosanitari”. La consigliera ha affermato che “l’esperienza e le evidenze fornite dagli operatori sanitari e socio-educativi del settore confermano che la collocazione del servizio in un’area di ‘aggancio’ risponde a una precisa scelta clinica e sociale, volta a intercettare l’utenza laddove la marginalità è più radicata, garantendo così l’efficacia stessa dell’intervento di prossimità”.
La Commissione tecnica speciale richiesta sarà “composta da rappresentanti della Direzione Sanitaria dell’Ausl (SerDP), esperti della Fondazione Ceis e referenti dei Servizi Sociali, con il coinvolgimento anche del presidente del Quartiere 2”. I suoi compiti includeranno un approfondimento sulle motivazioni della scelta della sede di via Benassi, l’analisi dei dati disponibili e una valutazione dell’impatto del servizio sul territorio.
La posizione del CEIS: “Un’opportunità importante di confronto”
La Fondazione CEIS, ente gestore del Drop-in “Sulla Frontiera”, ha espresso “piena adesione e disponibilità a partecipare attivamente ai lavori” della neonata Commissione. Il CEIS ritiene che questa Commissione rappresenti “un’opportunità importante di confronto, trasparenza e ascolto della cittadinanza”, sottolineando l’importanza del “dialogo costante con il territorio e con i residenti” su temi come la marginalità e le dipendenze.
Marco Sirotti, Coordinatore Area Dipendenze CEIS, ha sottolineato l’importanza della strategia della “riduzione del danno”, che mira a “diminuire i rischi e i danni correlati all’uso di sostanze, senza imporre condizioni preliminari come l’astinenza”. Sirotti ha spiegato che questo approccio significa “riconoscere l’autodeterminazione della persona e costruire con essa un’alleanza possibile, anche quando non è pronta o in grado di intraprendere un percorso terapeutico tradizionale”, lasciando “al soggetto la libertà di scelta, al fine anche di raggiungere quei soggetti che si collocano nella fascia ‘sommersa’”.
Sirotti ha inoltre affermato che “Il Drop-In rappresenta una struttura idonea e dedicata che risponde pienamente alle caratteristiche dell’intervento a bassa soglia. – È il servizio che va là dove l’utente può avere necessità e si propone di coinvolgere nel sistema di assistenza e cura chi vive davvero ai margini, chi non si rivolge a nessuno, nemmeno allo sportello d’aiuto.”. Rispondendo alle preoccupazioni sulla concentrazione di soggetti a rischio in un’unica struttura, Sirotti ha dichiarato: “Il Drop-In non è quindi a nostro parere un elemento generatore o attrattore del fenomeno, ma costituisce una risposta concreta ed efficace a una problematica che è, purtroppo, in continuo aumento.”.
Respinte le mozioni di Modena per Modena e Fratelli d’Italia
Durante la stessa seduta, il Consiglio ha respinto due mozioni presentate dalle opposizioni. La mozione di Modena per Modena chiedeva di “non rinnovare la convenzione relativa al Drop-In nella sede attuale di via Giulio Benassi, valutando la possibilità di alternative”. Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha sostenuto che la collocazione attuale “accentua, anziché ridurre, il rischio di ‘ghettizzazione dell’area’, compromettendo la stessa efficacia terapeutica del servizio, ‘poiché pone gli utenti a stretto contatto con luoghi di approvvigionamento di sostanze stupefacenti, ostacolando concretamente ogni percorso di recupero'”. La mozione è stata respinta (favorevoli Modena per Modena e Modena in ascolto; contrari Pd, Avs, Spazio democratico, M5s, Fratelli d’Italia; astenuta Modena civica).
La mozione di Fratelli d’Italia chiedeva invece “la chiusura definitiva del Drop-in situato in via Benassi 31, e a rinunciare alla collocazione di ulteriori Drop-in su tutto il territorio modenese”. Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) ha affermato che il servizio “non ha sortito alcun tipo di effetto positivo a livello di contenimento della tossicodipendenza, creando, invece, fenomeni di degrado e dispersione sociale, oltre a creare problematiche sociali nel quartiere di riferimento”. Anche questa mozione è stata respinta (favorevole Fratelli d’Italia; contrari Pd, Avs, Spazio democratico, M5s, Modena civica)