Dove è stato girato Il buono, il brutto, il cattivo? Viaggio nelle location del capolavoro di Sergio Leone
Il buono, il brutto, il cattivo sembra appartenere, per paesaggi, polvere e orizzonti sconfinati, a un’America lontanissima. Eppure il viaggio di Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef alla ricerca dell’oro confederato si svolse soprattutto dall’altra parte dell’Atlantico. Sergio Leone costruì il suo West in Europa, sfruttando scenari spagnoli che assunsero, attraverso fotografia, scenografia e montaggio, un’autentica dimensione americana.
Il film del 1966, terzo capitolo della cosiddetta Trilogia del dollaro, venne girato tra Spagna e Italia. Le riprese si concentrarono in particolare in Andalusia e Castiglia e León, mentre alcune sequenze furono realizzate negli studi romani, ottenendo uno dei più straordinari esempi di come la geografia possa diventare materia cinematografica: luoghi molto diversi fra loro finiscono per comporre un’unica, gigantesca mappa del West.
La prima tappa è in Andalusia, nella provincia di Almería, dove il paesaggio più riconoscibile è quello del deserto di Tabernas. Situato tra la Sierra de los Filabres, la Sierra Alhamilla e altre formazioni montuose, è caratterizzato da un ambiente arido, con precipitazioni scarse e un terreno inciso da calanchi e valloni. È proprio questa morfologia aspra ad averlo trasformato in una delle capitali europee del cinema western. Per Leone, il territorio offriva qualcosa di prezioso: distese brulle, montagne lontane e una luce particolarmente intensa che potevano evocare il Sud-Ovest degli Stati Uniti.
A Tabernas furono realizzate diverse sequenze del film, comprese scene ambientate nelle cittadine del racconto. Alcune strutture scenografiche sono inoltre legate alla lunga tradizione western sviluppatasi nella zona, che ancora oggi conserva attrazioni e set cinematografici.
Ma l’Andalusia di Leone non è soltanto deserto. Il territorio di Níjar e Cabo de Gata, affacciato sul Mediterraneo, offrì altri paesaggi utilizzati per le sequenze più dure del viaggio di Tuco e del Biondo. Il Parque Natural de Cabo de Gata-Níjar, oggi area protetta di grande valore paesaggistico, conserva un ambiente segnato da vulcani, rocce, coste frastagliate e vegetazione adattata all’aridità. Qui venne girata anche la celebre marcia nel deserto: sullo schermo sembra di essere nel Nuovo Messico, nella realtà siamo nell’estremo sud-est della Spagna.
La parte forse più affascinante del viaggio cinematografico conduce però verso Burgos, nella comunità autonoma di Castiglia e León. È qui che Leone trovò un paesaggio completamente diverso da quello andaluso: altopiani, vallate, rilievi calcarei e boschi di ginepro. Un ambiente più verde e severo che il regista utilizzò per ampliare la geografia visiva del film e rappresentare alcune zone della guerra civile americana. La stessa documentazione legata al progetto Sad Hill ricorda come i paesaggi della Peña de Carazo e della valle dell’Arlanza fossero stati scelti proprio per la loro capacità di ricordare alcuni scenari del West americano.
A Carazo, su un’altura fuori dal paese, venne costruito il campo di prigionia di Betterville, dove Tuco e il Biondo finiscono nelle mani dei nordisti. Il grande recinto in legno realizzato per il film non esiste più nella sua forma originaria, ma il luogo conserva ancora tracce del set. Poco distante si trova uno dei luoghi storici più interessanti dell’intera produzione: il Monastero di San Pedro de Arlanza, antico complesso monastico situato presso Hortigüela. Le sue strutture furono trasformate nella Missione di Sant’Antonio, il luogo in cui Tuco porta il Biondo ferito. Gli interni della missione furono girati proprio nelle rovine del monastero, mentre gli esterni furono ricreati in Andalusia, al Cortijo del Fraile, nei pressi di Níjar.
Un’altra zona fondamentale è quella del fiume Arlanza, dove venne ambientata la battaglia per il ponte di Langstone. Il ponte che vediamo nel film era una costruzione scenografica realizzata appositamente per le riprese. La zona di Covarrubias e la valle dell’Arlanza furono utilizzate per ricreare il teatro della guerra civile americana. La sequenza è importante anche per capire il cinema di Leone. La guerra non è soltanto lo sfondo della caccia all’oro: diventa una macchina assurda e distruttiva, osservata dai protagonisti con crescente incredulità. È uno dei punti in cui il paesaggio naturale e la riflessione antimilitarista del regista coincidono. Poi c’è Sad Hill, probabilmente la location più famosa di tutte.
Nella Valle di Mirandilla, nei pressi di Santo Domingo de Silos, Leone fece costruire il cimitero circolare nel quale si svolge il celeberrimo triello fra Biondo, Tuco e Sentenza. Il set venne concepito come un enorme spazio circolare, con migliaia di tombe disposte intorno alla piazza centrale. Per realizzarlo furono impiegati anche centinaia di soldati spagnoli. La forza di Sad Hill non sta soltanto nella scena che vi fu girata. Sta nel fatto che, a distanza di decenni, quel luogo è tornato a essere riconoscibile.
Abbandonato dopo la produzione e progressivamente inghiottito dalla vegetazione, il cimitero è stato recuperato a partire dal 2014 da un gruppo di appassionati. La vegetazione è stata rimossa, le tracce del set riportate alla luce e circa 5.000 croci sono state riposizionate, trasformando Sad Hill in una meta di pellegrinaggio per gli appassionati di Leone e dello spaghetti western. Ed è forse questo il dettaglio più sorprendente: una scenografia nata per fingere l’America della Guerra di Secessione è diventata, nel tempo, un vero luogo della memoria cinematografica europea.
Non tutto, naturalmente, fu girato in Spagna. La produzione utilizzò anche gli studi di Roma, dove furono realizzate alcune scene. Le riprese complessive si svolsero nella primavera e nell’estate del 1966, alternando set spagnoli e lavorazione italiana. Leone prende il deserto andaluso, le montagne di Burgos, le rovine di un monastero medievale, le vallate dell’Arlanza e gli studi romani e li fonde in un’unica America immaginaria.
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