Dopo le Olimpiadi? Un grande programma di Sport- Tech per la Generazione Z
Cosa resterà di queste Olimpiadi Milano-Cortina? Intanto, il rumore dei tempi di pace, i sorrisi dei turisti, l’aspettativa di bene: una tregua. E i tantissimi giovani: affollati intorno ai tedofori, alle piste, ai palazzetti del ghiaccio. È stata davvero l’Olimpiade dei giovani: solo a Milano più di 180 mila candidati per 18 mila posti per volontari. Ma perché sempre volontari? Dato che le Olimpiadi sono sempre più un potente motore economico, è ora che la legacy di questi grandi eventi diventi un’occasione di reale impatto sociale che metta al centro i giovani: un piano di nuove competenze e occupazione grazie al settore emergente dello Sport-Tech, nato dall’intersezione fra sport e tecnologie, che spazia dalle innovazioni nel campo delle performance degli atleti, agli sport virtuali fino a tutti gli aspetti della gestione di squadre e di interi settori sportivi. Uno sviluppo tracciato anche dall’Agenda del Comitato Olimpico Internazionale, che punta su transizione digitale e diffusione delle skills tecnologiche per rafforzare il cosiddetto “digital engagement” sviluppando nuovi ambiti come gli sport virtuali. Lo Sport-Tech impatta anche trasversalmente tutti gli snodi cruciali del ciclo di vita dei grandi eventi sportivi e in particolare: la mobilità, le infrastrutture, la sicurezza, la fan e community engagement, l’accelerazione trasversale indotta dall’AI. Quello dello Sport-Tech è un ecosistema che sta registrando anche in Europa una crescita esponenziale ma che in Italia soffre di una frammentazione strutturale.Avrebbe quindi grande impatto, adesso a caldo delle nostre Olimpiadi, lanciare un programma reale di upskilling e potenziale occupabilità per i giovani, che parta da una formazione innovativa che integri competenze trasversali tipiche dello Sport-Tech. Non solo a livello universitario ma anche con percorsi formativi ad hoc per le scuole secondarie e gli istituti professionali, che creino opportunità diffuse e accessibili. Fondamentale per un reale piano di Sport-Tech, il coinvolgimento da subito delle imprese italiane, anche di minori dimensioni, che rappresentano vere eccellenze nei diversi aspetti della tecnologia correlata allo Sport: sistemi di sicurezza, sistemistica digitale, AI, biomedicale, digital marketplace, attrezzature sportive high tech. Queste realtà possono assicurare un know-how formativo anche attraverso percorsi di stage e apprendistato. Indispensabile inoltre incentivare nuova imprenditorialità dei giovani in aree quali: digital sport experience; health and sport; sistemi alternativi per la fruizione sportiva digitale; sviluppo di tecnologie abilitanti e interattive. Insomma, una grande occasione da non perdere! Ciò detto, l’obiettivo ultimo di un grande Programma in partnership pubblico-privato post Olimpiadi dovrebbe soprattutto dare allo Sport l’opportunità di fare quello che lo Sport sa fare meglio per le nostre Next Generations: prepararle a una nuova Cittadinanza globale attiva, attraverso i Continenti, sopra le divisioni, prepararle al rumore dei tempi di pace.
*Director, International Program in Public and Cultural Diplomacy, Università Cattolica del Sacro Cuore
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