Abruzzo

Dopo la strage di Crans-Montana, anche Chieti vieta l’uso di fuochi e articoli pirotecnici nei locali


Il primo in Abruzzo era stato Celano, imitato due settimane fa anche dal Comune di Lanciano. Ora, anche a seguito dell’istanza presentata dal gruppo consiliare della Lega, anche Chieti impone il divieto di utilizzare fiamme libere e articoli pirotecnici nei locali aperti al pubblico. 

Un divieto contenuto nell’ordinanza numero 309 diffusa mercoledì 28 gennaio, con effetto immediato e valida fino al 31 dicembre 2026.

Un dovere morale, per molte amministrazioni comunali, dopo la tragedia che, pochi minuti dopo l’inizio del 2026, è costata la vita a 40 giovani a Crans Montana (Svizzera), nel locale Constellation, dove era in corso una festa di Capodanno. 

Nei primi minuti del 1° gennaio 2026, una candela pirotecnica incastrata su una bottiglia, con le scintille a contatto con il soffitto non ignifugo, ha causato un rogo che ha ucciso, fra le 40 vittime, sei giovanissimi italiani, mentre 121 persone sono rimaste ferite. 

Ora, in tutta Italia i Comuni si stanno muovendo per aggiungere, alle tante prescrizioni per la sicurezza, una precauzione finora non prevista. 

L’ordinanza teatina, firmata dal sindaco Diego Ferrara, evidenzia i “rischi connessi all’utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici in ambienti chiusi e affollati”. Così, “con effetto immediato” e fino al 31 dicembre, il sindaco ordina “il divieto di utilizzare fiamme libere e articoli pirotecnici a qualunque titolo impiegati all’interno dei locali commerciali, dei pubblici esercizi e di qualsiasi altro locale aperto al pubblico, presenti sul territorio comunale”.

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