Salute

Dopo i 70 anni le statine non servono più? Ecco cosa dicono gli studi


La differenza assoluta, quella più utile per capire cosa significa concretamente il risultato, è stata quindi di circa 2,3 eventi ogni 100 persone. Il beneficio riguardava soprattutto eventi come infarti, ictus e interventi di rivascolarizzazione coronarica.

Lo studio ha mostrato un effetto anche sul rischio di demenza?

Purtroppo no. L’altro obiettivo principale dello studio era capire se la statina permettesse di vivere più a lungo senza demenza o disabilità fisica persistente. Avere dei livelli elevati di colesterolo LDL non costituisce infatti un fattore di rischio solo per le malattia cardiovascolari, ma anche per la demenza. Nello studio STAREE, tuttavia, l’evento complessivo mortalità, demenza o disabilità fisica si è verificato nel 12,8% delle persone trattate con la statina e nel 13,6% di quelle trattate con il placebo: una differenza non statisticamente significativa. Anche la sola mortalità complessiva non è risultata significativamente diversa tra i due gruppi.

Per quanto riguarda la demenza, nello specifico, non è emerso un beneficio convincente della statina, ma il numero degli eventi registrati nello studio non permette neppure di escludere con precisione differenze moderate tra i gruppi. Un risultato non statisticamente significativo non equivale infatti a dimostrare che le statine siano certamente neutrali nei confronti della demenza. Tuttavia, anche una revisione Cochrane pubblicata in precedenza non aveva trovato prove sufficienti per affermare che iniziare una statina in età avanzata prevenga il declino cognitivo o la demenza. Dunque, allo stato attuale delle conoscenze, non è corretto assumere questi farmaci con l’obiettivo specifico di ridurre il rischio di demenza.

Quali sono i rischi e gli effetti collaterali da conoscere?

Nello studio STAREE gli eventi avversi gravi sono stati rari e simili nei due gruppi (2,7%). Sono invece risultati più frequenti, con la statina, i disturbi muscolari, epatici e legati al diabete, per lo più di entità lieve o moderata. Il dolore muscolare resta l’effetto collaterale più segnalato dai pazienti, ma il rischio realmente attribuibile al farmaco, al netto di quanto si osserva anche con il placebo, è stimato attorno al 5% o meno. Il danno muscolare grave (rabdomiolisi) è invece rarissimo, con pochi casi ogni milione di persone trattate.

Quindi negli anziani la statina va prescritta o no?

Non necessariamente, e la risposta dipende dalla storia clinica di ciascuno. L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ricorda che, dopo gli 80 anni e in prevenzione primaria, il rapporto tra benefici e rischi va rivalutato caso per caso, tenendo conto di fragilità, aspettativa di vita e altri farmaci assunti. Va inoltre ricordato che, per essere arruolati nello studio STAREE, i partecipanti dovevano dimostrare di assumere regolarmente una compressa quotidiana durante un periodo di prova di quattro settimane prima della randomizzazione: un dettaglio che segnala quanto l’aderenza reale alla terapia, fuori da un contesto sperimentale, sia un problema concreto da affrontare insieme al proprio medico di medicina generale.


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