Salutequità: irricevibile qualsiasi arretramento sulle cure domiciliari

Le differenze regionali
Infine, permangono importanti differenze regionali, nonostante il PNRR: i dati 2023 del Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea ci dicono che per quanto riguarda la presa in carico in ADI a maggiore intensità assistenziale (CIA 3), a fronte di una media nazionale pari a 3,09 assistiti per mille abitanti, si passa da 7,12 in Molise e 5,97 in Basilicata a 1,24 nella PA di Bolzano e 0,38 in Calabria.
Se non si vogliono riportare le lancette dell’ADI al periodo pre-PNRR la prossima Legge di Bilancio deve mettere sul piatto le risorse che servono per garantire continuità, rafforzamento ed equità delle cure domiciliari.
La scelta sembrerebbe obbligata per due ordini di motivi.
Il primo è l’epidemiologia del nostro Paese. Secondo i dati Istat (al 1° gennaio 2023) l’Italia è il paese UE, con la maggiore quota di popolazione anziana, 24,0%; seguono Germania 22,1%, Francia 21,2% e Spagna 20,1%. Inoltre, nel 2024, sempre secondo l’Istat, quasi la metà (48,9%) delle persone di 75 anni e più soffre di tre o più patologie croniche o ha gravi limitazioni nel compiere le attività che le persone abitualmente svolgono.
Il secondo è rappresentato dall’allarme lanciato recentemente in Parlamento dalle stesse Regioni rispetto alla mancata copertura finanziaria per gli anni successivi al 2026, necessaria per dare continuità all’ADI e in generale alla sanità pubblica territoriale costruita con la Missione 6 del PNRR.
Source link




