Dombrovskis, ‘sale fabbisogno 2027 di Kiev ma c’è poco spazio per nuovi prestiti’ – Altre news
Il fabbisogno finanziario
dell’Ucraina per il 2027 sarà più alto del previsto e Bruxelles
conta di quantificarlo “in tempi relativamente brevi”,
presentando anche nuove proposte per farvi fronte. Ma Kiev ha
ormai “un margine limitato” per ricevere nuovi prestiti, a causa
dei problemi di sostenibilità del debito. Lo ha detto il
commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis a margine
dell’Ecofin informale di Dublino.
“È chiaro che l’Ucraina deve far fronte a esigenze di
finanziamento maggiori”, ha spiegato Dombrovskis, interpellato
sui colloqui avuti ieri con il ministro delle Finanze ucraino
Sergii Marchenko, a sua volta presente a Dublino. Tra le
ragioni, ha indicato l’aumento dell’intensità dell’aggressione
russa e il blocco del Mar Nero, che sta pesando sull’economia
del Paese.
Il commissario non ha però quantificato il nuovo fabbisogno:
“Abbiamo bisogno anche di alcuni elementi da parte del Fondo
monetario internazionale e i nostri team stanno lavorando molto
strettamente”, ha spiegato. “Credo che in tempi relativamente
brevi saremo in grado di quantificare il gap e anche di
presentare proposte su come gestire la situazione relativa al
2027”. Dombrovskis ha sottolineato anche che le precedenti stime
del Fmi per il 2027 assumevano che la guerra terminasse proprio
l’anno prossimo. “Purtroppo, questo ora appare meno probabile”,
ha osservato, indicando “molte ragioni oggettive” per un aumento
delle necessità finanziarie, pur in una situazione di “estrema
incertezza”.
Sul modo di coprirle, ha avvertito che “l’Ucraina deve
affrontare problemi di sostenibilità del debito” e che esiste
quindi “un margine limitato per fornire semplicemente altro
debito”, cioè nuovi prestiti. Già il sostegno all’Ucraina varato
dall’Ue, ha sottolineato, ha “caratteristiche molto marcate
assimilabili a una sovvenzione” e lo stesso principio resta
valido nella discussione sul nuovo fabbisogno. Nel precedente
schema europeo, ha ricordato, l’obiettivo era coprire circa due
terzi delle necessità finanziarie di Kiev, lasciando il restante
terzo agli altri partner internazionali. Bruxelles continua ora
a lavorare con questi ultimi perché “aumentino il loro impegno”
e forniscano la propria quota di finanziamento.
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