«Distrutto il sentiero del Prazoll»

CALDARO. Si riaccende il confronto sull’ampliamento della cava di ghiaia Ziegelstadel. Il Dachverband für Natur- und Umweltschutz, la federazione altoatesina per la tutela della natura e dell’ambiente, contesta la decisione del Comune di Caldaro di autorizzare altri dieci anni di attività estrattiva, sostenendo che il progetto sia stato approvato nonostante le criticità evidenziate nello studio preliminare ambientale e la richiesta di sottoporlo a una Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). L’associazione ritiene che una gestione sostenibile del patrimonio forestale avrebbe richiesto un approccio diverso e una maggiore attenzione agli effetti sul territorio.
Tra i punti più contestati c’è lo spostamento del sentiero del Prazoll, modificato per consentire l’espansione della cava. Secondo gli ambientalisti il nuovo tracciato sarebbe stato realizzato con importanti lavori di scavo e l’abbattimento di alberi di pregio, trasformandosi in un percorso molto ripido e difficilmente percorribile. Il Dachverband sostiene inoltre che non sia stato rispettato l’impegno di coinvolgere il responsabile dei sentieri dell’AVS nella progettazione della nuova viabilità escursionistica.
L’associazione richiama anche il ruolo strategico del bosco nella difesa del territorio e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. L’area interessata dai disboscamenti, spiegano gli ambientalisti, contribuiva a trattenere fango e detriti e rappresentava una protezione naturale per la zona. Per questo viene giudicato incomprensibile procedere con ulteriori tagli di alberi proprio mentre aumentano ondate di calore ed eventi meteorologici estremi.
Nel documento vengono infine evidenziate quelle che il Dachverband definisce carenze formali e sostanziali dello studio ambientale. Tra gli aspetti ritenuti insufficienti figurano la valutazione del valore naturalistico dell’area, l’analisi di possibili alternative progettuali e l’individuazione di adeguate misure compensative. Gli ambientalisti chiedono quindi che il progetto venga riesaminato attraverso una procedura di VIA, ritenuta indispensabile per valutare in modo completo gli effetti dell’intervento sull’ambiente e sul paesaggio.
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