Cultura

Dirty Three – Live @ Teatro Comunale (Vicenza, 27/10/2026)

Michela Bettuzzi, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Tornano in Italia dopo tantissimi anni i Dirty Three, che credo proprio non abbiano bisogno di presentazioni: uno dei collettivi più iconici di una decade, quella dei novanta, che ha regalato progetti seminali da ogni parte del mondo, quindi anche l’Australia con il combo capitanato da Warren Ellis ha voluto offrire uno di quei progetti, appunto, faro di luce per generazioni successive.

Lo stesso Ellis, ha costruito poi una carriera gigante, diventando braccio destro del sodale Nick Cave, sia nei Bad Seeds, ma anche attorno a lavori fuori dal contesto principale, del quale ne fa parte da tre decadi a questa parte, per non citare i Grinderman e un catalogo infinito di colonne sonore. Ma come direbbe qualcuno, il primo amore non si scorda mai e, quindi, nel 2024 arriva pure un album nuovo “Love Changes Everything“, a distanza di dodici anni dal precedente.

Data fuori dai contesti classici, quindi scelgono Vicenza per questo passaggio in Italia, all’interno del pregevole bill dell’AMP Festival, acronimo di Altri Mondi Possibili, che proprio con l’ensemble australiano apre i battenti di un calendario ricco, che vedrà, tra gli altri, anche la presenza di Robyn Hitchcock, il ritorno in pista dei bravissimi C’mon Tigre, che inaugurano il tour promozionale a supporto del nuovo album “Lumina”, quindi per concludere con gli altrettanto seminali Tortoise martedì 10 Novembre: direi un calendario eccellente e una rassegna da annotare in agenda, a cui dare un caloroso benvenuto.

Struttura molto bella quella del teatro comunale di Vicenza, ricorda, per certi versi, quella degli Arcimboldi di Milano (anche se meno capiente), l’acustica e’ ragionevolmente ottima, valore aggiunto per un set che andrà oltre i confini di un suono convenzionale. C’è il pubblico delle grandi occasioni che, a occhio e croce, copre per gran parte delle postazioni disponibili, forse non si è registrato il canonico sold out, ma siamo molto vicini. Appassionati da ogni parte d’Italia, anche dopo una simpatica interrogazione per alzata di mano durante la piccola ed esaustiva introduzione alla serata e al festival stesso.

I Dirty Three inaugurano proprio dalla venue vicentina il tour europeo, annunciando una suite lunga 120 minuti in atto unico che inizierà per le 21,19 per concludersi esattamente due ore dopo appunto, lasso di tempo all’interno del quale, il trio che vede, oltre a Ellis, anche l’eclettico Jim White alla batteria e Mick Turner alla chitarra, sprigionerà un’amalgama d’altri tempi, dove il violino rimane il solista, affiancato da un magma sonoro che lo elegge padrone di casa: del resto Warren Ellis rimane uno sciamano che prende le redini di un show eccentrico, a tratti surreale, quasi da godere a occhi chiusi, tra impennate sonore e momenti più introspettivi dove lo stesso Ellis passa al pianoforte.

Psichedelia, avanguardia, sperimentazione, non c’è un tracciato e neppure un filo logico di per sé, sebbene, in una sorta di caos calcolato, il trio si trovi meravigliosamente bene e, ça va san dire, non lo scopriamo certo oggi.

In realtà ci sarebbe anche una setlist, riprendendo gran parte del materiale del succitato nuovo lavoro sulla lunga distanza, l’iconica e sempre suggestiva “Sea above, sky below”, o “Some Summers They Drop Like Flys”, un numero ristretto di brani, che non significa troppo nelle scelte di un ensemble così, il materiale d’inizio è solo il primo tassello di un domino che va a dilatarsi a cascata. C’è anche uno show all’interno dello stesso con un Warren Ellis che ruba la scena, interagendo con un pubblico attento e caloroso, allungando i momenti non suonati, quasi a suggerire un riposo forzato, per poi ripartire.

E’ un live molto importante quello dei Dirty Three, non certo per tutti i palati, però un viaggio ragionevolmente consigliato, che trasuda curiosità ed esperienza.

Un plauso allo staff del teatro che, nonostante la piena agitazione nazionale legata allo sciopero per gli stipendi bassi e fondi destinati al settore, ha permesso, chiaramente appoggiando e sostenendo la mobilitazione, il regolare svolgimento di questo attesissimo ritorno.


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