Toscana

Diritto di voto alle donne, il Pd replica a Fratelli d’Italia

Grosseto.Le donne di Fratelli d’Italia Grosseto hanno sentito l’esigenza di ricordare gli 80 anni del riconoscimento del diritto di voto alle donne. Nella loro nota sostengono che ha rappresentato ‘una conquista che ha reso più forte la nostra democrazia’, il 2 giugno 2026 è ‘un anniversario di straordinaria importanza che… intendono celebrare ricordando il valore storico, civile e istituzionale di una conquista che ha contribuito a costruire l’Italia moderna’”.

A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria provinciale del Pd di Grosseto.

“Concordiamo anche sul ruolo fondamentale delle 21 donne elette all’assemblea costituente che avrebbe scritto il testo della nostra Costituzione – continua la nota -. Cinque di queste ventuno deputate fecero parte della cosiddetta Commissione dei 75, incaricata di scrivere materialmente il testo della Costituzione. Furono loro che, insieme ad altri 70 deputati, contribuirono a tracciare il segno conduttore della Carta costituzionale e a mettere le fondamenta dell’eguaglianza tra uomini e donne. A partire dalle parole «senza distinzione di sesso» del comma 1 dell’articolo 3 della Costituzione: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’”.

“Altro riferimento all’uguaglianza fra uomini e donne comma 2, dell’articolo 29 che ordina il matrimonio «sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi», nell’articolo 37 che tutela «la donna lavoratrice», attribuendole gli «stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore» e stabilendo che «le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione», fino a riconoscere espressamente la parità nella partecipazione politica (articolo 48) e nell’accesso alle cariche pubbliche (articolo 51) – continua il Pd -. Per dare piena attuazione a questi valori sono state necessarie successive battaglie politiche che portarono al pieno accesso delle donne agli impieghi pubblici (1963), al divorzio (1970), alla riforma del diritto di famiglia (1975), all’aborto (1978) a superare il delitto d’onore e al matrimonio riparatore (1981) e a garantire la piena parità sul lavoro (2010 e 2021). Lotte politiche necessarie a sconfiggere quella cultura diffusa nella società che per decenni ha relegato le donne alla marginalità, senza diritti civili e, per dirla con le parole del filosofo Giovanni Gentile, di proprietà del marito: ‘Nella famiglia la donna è del marito ed è quel che è in quanto di lui’”.

“Le donne di Fratelli d’Italia di Grosseto però corrono il rischio di cadere nel revisionismo storico quando non riconoscono, perché non lo citano, il ruolo delle donne nella resistenza, ma parlano genericamente di ruolo nella guerra mondiale – prosegue il comunicato -. Furono moltissime le donne nella resistenza e nella liberazione dall’oppressione fascista che scelsero di mettere a rischio la propria vita per liberare il nostro Paese: l’Anpi riferisce di 70.000 attiviste e combattenti in vari ruoli, in quasi 1.000 vennero uccise e più di 7.000 deportate o arrestate in patria. Ne vogliamo ricordare due. La massetana, partigiana cattolica Norma Parenti, fucilata a soli 23 anni, peraltro lasciando orfano un bambino di poco più di 1 anno di età. L’altro ricordo è quello di una semplice donna, una delle tante, la fiorentina Tosca Cantini Fallaci che nel 1944 va a cercare il marito imprigionato a Villa Triste e lì, con il coraggio e la determinazione che solo noi donne abbiamo, intima al torturatore Capitano Mario Carità di liberarlo. Siamo dispiaciute che delle donne di destra non riconoscano il valore di chi ha combattuto per la libertà di tutte noi. Vogliamo ritenere che si tratti solo di una dimenticanza non di una difficoltà a fare i ‘conti’ con il ventennio”.

“Veniamo all’attualità. C’è un aspetto su cui non possiamo essere d’accordo ed è la valutazione dei risultati del Governo Meloni: il record di occupazione femminile si ferma al 54,1%, con un divario di 17 punti percentuali rispetto agli uomini, al 71,3% – continua il Pd –. Inoltre l’occupazione femminile in Italia, confrontata con i Paesi europei, risulta inferiore di 12,6 punti rispetto alla Francia, di 20 punti rispetto alla Germania, di 25 punti rispetto ai Paesi Bassi, di 20,1 punti rispetto alla Finlandia, di 8 punti rispetto alla Spagna. Purtroppo dobbiamo evidenziare anche la qualità dell’occupazione femminile, perché il 31,5% fa il part-time, contro il solo l’8% degli uomini. L’occupazione femminile si concentra in settori cruciali, ma sottopagati (istruzione, sanità, lavori di cura, commercio) con gap retributivo nei confronti dei colleghi uomini che supera il 20% in molti comparti. Sono molteplici le occasioni perse dal Governo che poteva dimostrare che una donna Premier fa la differenza. Perché? Per sottovalutazione o per un recondito modello familista che primeggia? Congedo paritario? Neanche discusso. Ddl Stupro stravolto dopo l’accordo Meloni-Schlein e il voto unanime della Camera. Reato di femminicidio, ma senza fondi per la prevenzione. Educazione sessuale nelle scuole solo facoltativa e a certe condizioni. Caregiver dimenticate, perché il disegno di legge è su un binario morto. Aiuti per le mamme lavoratrici si ma solo se hanno più di due figli”.

“Perciò, donne di Fratelli d’Italia di Grosseto meno propaganda, più attenzione alla risoluzione dei problemi reali di tutte le donne e soprattutto la storia è lì con il suo portato di dolore e di speranze – termina la nota -, ma non può essere riscritta”.


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