2 giugno, Perugia celebra la Repubblica

Perugia celebra l’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana.
Alle 9.30, presso il monumento ai caduti dell’Ara Pacis, un picchetto interforze ha reso gli onori ai Gonfaloni della Regione Umbria, della Provincia e della Città di Perugia, nonché al Prefetto della Provincia di Perugia, Francesco Zito. Successivamente, ha avuto luogo la solenne cerimonia dell’alzabandiera, accompagnata dall’esecuzione dell’Inno di Mameli e dell’Inno Europeo da parte del coro di voci bianche e del coro giovanile del Conservatorio di Musica Francesco Morlacchi, nonché del coro dell’Università degli Studi di Perugia, diretti dal Maestro Marta Alunni Pini.
Il Prefetto Zito ha quindi dato lettura del messaggio inviato ai Prefetti dal Capo dello Stato, in occasione della Festa della Repubblica.
Oltre ai vertici territoriali dell’esercito, dei carabinieri, della polizia, della polizia locale e dei vigili del fuoco, erano presenti i sindaci della provincia, il vice presidente della Giunta Regionale, Tommaso Bori, il presidente della Provincia, Massimiliano Presciutti, e la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi.
Le celebrazioni sono poi proseguite in Prefettura, con la consegna, nella suggestiva cornice del Salone Bruschi, alla presenza delle medesime Autorità, delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” a 24 cittadini residenti nella Provincia di Perugia.
Il prestigioso riconoscimento, conferito con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato consegnato agli insigniti dal Prefetto Zito, unitamente ai Sindaci dei Comuni di residenza degli stessi.
L’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, istituito nel 1951, è il più importante tra gli Ordini Nazionali ed è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.
I festeggiamenti proseguiranno nel pomeriggio, a partire dalle ore 16.00 in Piazza IV Novembre, con iniziative organizzate dal Comune di Perugia: letture e testimonianze di alunni della classe IV della scuola primaria “Leone Antolini” di Ponte Valleceppi, esibizione della scuola di musica “Il Pentagramma”, consegna della Costituzione ai neo-maggiorenni della città da parte del Prefetto Zito e della Sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, concerto del Conservatorio Morlacchi.
Al termine, dalle ore 21.00, in diretta televisiva verrà trasmesso dalla Piazza del Quirinale l’evento nazionale “I Volti della Repubblica, 80 Anni dal Referendum”, promosso dalla Presidenza della Repubblica.
Bori “Il 2 giugno è assunzione di una responsabilità comune”
“Ottant’anni fa gli italiani non scelsero soltanto una forma istituzionale. Scelsero un’idea di Paese. Il referendum del 2 giugno 1946 è stato un atto di fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni e l’inizio di una nuova idea di cittadinanza”.
Parole del vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, per gli ottanta anni della Repubblica. “L’Italia usciva dalle macerie della guerra, dalle divisioni e dalla paura. In quella fase di fragilità il popolo italiano ebbe il coraggio di affidarsi alla democrazia e di costruire il proprio futuro attraverso la partecipazione e il voto. L’Umbria fu tra le regioni che diedero il contributo più alto alla causa della Repubblica contro la monarchia, con una partecipazione popolare straordinaria e, in particolare, con un’altissima partecipazione femminile. Non fu soltanto una conquista politica, ma l’inizio di una nuova idea di cittadinanza, più inclusiva e pienamente democratica”.
La Repubblica, prosegue, “vive ogni volta che una comunità sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Vive nella scuola pubblica che tiene insieme le differenze, nella cultura che crea cittadinanza e spirito critico, nei territori che non si arrendono allo spopolamento, nei giovani che rivendicano il diritto di costruire il proprio futuro”. E ancora: “In una stagione in cui tutto sembra spingerci verso la sfiducia, verso l’isolamento e verso l’idea che ciascuno debba salvarsi da solo, dobbiamo ricordare che nessuna libertà si salva da sola. La libertà esiste davvero soltanto all’interno di una comunità democratica che riconosce dignità alle persone”. La Costituzione “vive soltanto se viene praticata ogni giorno: nei diritti, nella coesione sociale, nella capacità di tenere unite culture e sensibilità diverse”.
E ancora: “Noi rappresentanti abbiamo il dovere di reagire e di non permettere che venga normalizzata una visione autoritaria che mina le radici più profonde della democrazia”. Rivolgendosi ai giovani, Bori cita Stéphane Hessel: “Indignatevi”, ricordando come “l’indignazione sia il primo passo per un vero risveglio delle coscienze”.
“La celebrazione del 2 giugno – conclude – non è soltanto memoria istituzionale, ma assunzione di una responsabilità comune. Non si tratta di custodire il passato con nostalgia, ma di meritare ogni giorno quella scelta compiuta ottant’anni fa. La Repubblica è una promessa che ogni generazione ha il dovere di mantenere viva”.
Bistocchi: “Una ricorrenza che parla ai giovani”
“Ottanta anni della Repubblica, 80 anni del voto alle donne, 80 anni dalle prime sindache elette nelle elezioni amministrative delle città. Il 2026 ci regala una serie di anniversari importanti, a partire dal 2 giugno e da quel voto che ha riscritto la nostra storia, e che dobbiamo celebrare ogni giorno”. Così in una nota la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, che domani parteciperà alle celebrazioni del 2 giugno previste a Perugia.
“Il 2 giugno 1946 l’Umbria si schierò in maniera netta a favore della Repubblica, raccogliendo lo spirito della Resistenza, della libertà e dell’antifascismo che avevano caratterizzato gli ultimi anni della guerra. Lo fece senza dubbi o ambiguità, in maniera chiara. Oggi noi siamo gli eredi di quei 298mila umbri che scelsero il percorso repubblicano e iniziarono un viaggio lungo e non scontato, scandito da piccole e grandi tappe -fatte di diritti, di opportunità e di libertà- rispetto alle quali però il rischio di retrocedere è sempre dietro l’angolo. Per questo è importante fare nostre le parole di Tina Anselmi, che ci ricorda che per cambiare il mondo, occorre esserci. Noi ci siamo, eredi di un passato che è presente, pronti a costruire il futuro insieme alle nuove generazioni. E il 2 giugno parla proprio ai giovani, che devono sentire la Repubblica e la democrazia come un qualcosa che compete anche a loro, non lasciar fare agli altri nell’indifferenza e nell’ignavia. Un messaggio dritto e preciso, questo 2 giugno, lo consegna anche alle ragazze di oggi. La battaglia per la conquista della parità parte da lontano, dal ‘46, ma è ben lontana dall’essere conclusa: é ora, in questo momento in cui tutto sembra regredire sotto le spinte reazionarie di chi vuole riscrivere la storia, che occorre esserci e farci sentire. Questi primi 80 anni di Repubblica sono un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza: c’è bisogno di conquistare nuove libertà e nuovi diritti, tutte e tutti insieme, per una società più equa, giusta e civile”.
Squarta: “Rendere omaggio a quanti hanno contribuito”
“A ottant’anni dalla nascita della Repubblica Italiana, il 2 giugno continua a rappresentare una delle date più significative della nostra storia nazionale. È il giorno in cui gli italiani, con il voto libero e democratico del 1946, scelsero il proprio futuro, ponendo le basi delle istituzioni repubblicane e di un percorso di crescita civile, politica ed economica che ha consentito all’Italia di affermarsi tra le grandi democrazie occidentali”. Lo dichiara Marco Squarta, europarlamentare di Fratelli d’Italia e membro del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, in occasione della Festa della Repubblica. “Ricordare quella scelta significa rendere omaggio a quanti hanno contribuito, con sacrificio, responsabilità e senso dello Stato, alla costruzione della Repubblica. Significa anche riaffermare il valore della partecipazione democratica, della sovranità popolare e delle libertà garantite dalla nostra Costituzione, principi che ancora oggi rappresentano il fondamento della convivenza civile e della vita pubblica del Paese”. Squarta sottolinea come il 2 giugno rappresenti una ricorrenza capace di unire gli italiani al di là delle appartenenze politiche, nel segno della memoria e dell’identità nazionale. “Il 2 giugno non appartiene a una parte politica, ma all’intera comunità nazionale. È una ricorrenza che unisce gli italiani nel segno della memoria, dell’identità e dell’orgoglio di appartenere a una Nazione dalla storia millenaria, capace di affrontare le sfide più difficili senza mai smarrire la propria anima”. L’europarlamentare richiama infine il ruolo che l’Italia è chiamata a svolgere nello scenario europeo e internazionale. “Da rappresentante dell’Italia al Parlamento europeo, considero questa giornata anche un’occasione per ribadire il ruolo che il nostro Paese deve continuare a svolgere nello scenario internazionale ed europeo, un ruolo da protagonista, forte della propria cultura, delle proprie tradizioni e della propria capacità di contribuire alla costruzione di un’Europa che valorizzi le identità nazionali e rispetti pienamente la volontà dei popoli”. Conclude Squarta: “La Festa della Repubblica è un momento di unità e consapevolezza. Guardare al futuro significa custodire i valori che ci hanno permesso di costruire una democrazia solida e una Nazione forte, nel rispetto della nostra storia e delle nostre radici”.
Valenti: “Cooperazione strumento per costruire la Repubblica”
“Gli 80 anni della Repubblica rappresentano un anniversario importante per tutto il Paese. Non sono soltanto una ricorrenza da celebrare, ma un’occasione per tornare al significato profondo di quella scelta collettiva che ha aperto una nuova stagione di libertà, diritti, responsabilità e partecipazione democratica”. È quanto dichiara Danilo Valenti, presidente di Legacoop Umbria, per la Festa della Repubblica. “Il 2 giugno 1946 le italiane e gli italiani furono chiamati a decidere il futuro del Paese. Fu un passaggio storico, reso ancora più significativo dalla partecipazione delle donne al voto politico nazionale, che contribuì in modo determinante alla nascita di una Repubblica più aperta, più giusta e più rappresentativa. Da quel momento prese forma una comunità democratica fondata sul lavoro, sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla partecipazione: principi che ancora oggi orientano l’azione del movimento cooperativo. In una fase segnata da profonde trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche, quei valori non appartengono al passato, ma indicano la strada per affrontare le sfide del presente. Rafforzare i legami tra le persone, ridurre le disuguaglianze, sostenere il lavoro dignitoso e ricostruire fiducia nelle comunità sono obiettivi essenziali per dare sostanza alla nostra democrazia. La Repubblica non è qualcosa di distante dalla vita quotidiana dei cittadini. È un impegno che si rinnova ogni giorno nei territori, nelle imprese, nelle istituzioni, nella cooperazione. Le cooperative, anche in Umbria, sono parte di questa storia: promuovono un modello di sviluppo che mette al centro le persone, la qualità del lavoro e l’interesse delle comunità. Celebrare gli 80 anni della Repubblica significa quindi rinnovare una responsabilità comune: contribuire alla costruzione di un’Italia capace di guardare al futuro. La democrazia è forte quando non lascia nessuno ai margini e quando ciascuno può sentirsi parte attiva del cammino collettivo del Paese”.
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