Trentino Alto Adige/Suedtirol

Detassis replica a Corrarati: «Case comunali, basta perdere tempo» – Bolzano



BOLZANO. «Il sindaco? Dice che quest’anno concentrerà tutti i suoi sforzi sulla casa. E io dico che è l’ora di ristrutturare – e velocemente – le case comunali. Questa città non può permettersi di perdere altro tempo». Dodo Detassis, presidente del Centro Casa, risponde così a Claudio Corrarati, «pieno di buoni propositi che non bastano più», visto che secondo i dati Fiaip i canoni di locazione a Bolzano continuano a crescere. Succede da anni. Per “colpa” di affitti brevi, b&b e universitari. Il risultato? Difficile trovare un bilocale sotto i mille euro, se si arriva a 900 si è fortunati. «Follia»

Perché affidarsi alle coop?

«Ho letto nella sua intervista uscita su questo giornale – commenta Detassis – che il sindaco si darà da fare. Stimolerà le iniziative immobiliari dei privati, cercando nel limite del possibile di accelerare le procedure e di stipulare convenzioni pubblico/privato. Parla di snellire i tempi per le ri-assegnazioni degli alloggi Ipes: a Bolzano ce ne sono circa 400 vuoti in attesa di essere ristrutturati. Cita l’ Ipes, Corrarati, poco le “sue” case comunali. Dice che sta preparando un bando per una trentina di alloggi da dare alle coop, destinati al ceto medio. Perché affidarsi alle coop? Il Comune non può agire in prima persona?».

«Il Comune? Spenda i soldi»

Per il presidente Detassis la casa a Bolzano è emergenza e occorre concentrare le risorse: «Corretto che un Comune abbia i conti in ordine, ma un’amministrazione che faccia bene il suo mestiere non deve risparmiare, ma spendere denaro pubblico per il bene comune. E se i soldi ci sono che li spenda subito anche per ristrutturare parte del suo patrimonio immobiliare ed offrire un tetto a chi non riesce a stare sul mercato, Che bisogno c’è di delegare tutto il lavoro alle coop? Non si può sempre aspettare che qualcun altro faccia qualcosa».

Della Ratta: «Non è così facile»

L’assessore al Patrimonio del Comune – Claudio Della Ratta – ha in mano i numeri: «I nostri alloggi sono circa 700, forse qualcuno meno, perché qualcuno, posizionato in condomini privati, è stato venduto. Di questi in media un centinaio, sono da ristrutturare. L’ultima rilevazione parlava di 90 alloggi in attesa di ristrutturazione. Il Comune in media accantona 1,5 milioni all’anno per ristrutturarne una ventina – ricordo che ristrutturare un alloggio di 70 mq costa circa 80.000 euro – solo che nel contempo se ne liberano altrettanti». Per l’assessore non è solo questione di soldi. «La verità è che le aziende non si trovano con facilità e i privati o le cooperative hanno meno vincoli (e spendono meno). Il mix di intervento, Comune (con i 20/30 alloggi che riesce a garantire) e Coop può invece aiutare a migliorare la situazione. In pochi anni così facendo si può pensare di recuperare la giacenza pregressa».

La riforma Abitare 2025

Con la Riforma Abitare 2025 – approvata nei mesi scorsi – i promotori immobiliari non profit e i Comuni possono realizzare non solo ristrutturazioni ma anche nuove edificazioni.«Il Comune di Bolzano – riprende il presidente del Centro Casa – potrebbe individuare volumi o aree di sua proprietà da trasformare a fini abitativi con successivo rimborso provinciale dei costi del 50%. E far costruire. Unico esempio, al momento, una Fondazione che porta alla costruzione in zona residenziale D’Andrea a Bressanone del primo esempio di edilizia abitativa di utilità sociale in Alto Adige. Si parla di un edificio, in legno, dove verranno costruiti 30 alloggi (monolocali, bilocali e trilocali), che poi saranno assegnati in affitto a prezzo agevolato. Mi chiedo ma il Comune di Bolzano non può muoversi anche in questa direzione? Non può iniziare con un censimento di volumi ed aree non utilizzati?».Sempre la Provincia ha deliberato di fare confluire nel fondo Valore Alto Adige alcuni immobili e volumi di sua proprietà per farli rendere al meglio. «Ho letto di recente – chiude Detassis – che si parla di beni per 20 milioni di euro. C’è dentro l’ex caserma Mercanti, l’area ex Gorio, Villa Delugg a Renon e ancora il Plaza in via del Ronco e l’edificio Appa in via Amba Alagi. Occorre fare molta attenzione, mi chiedo perché il Comune non parli con la Provincia. Oltre all’ex Gorio potrebbe essere interessante qualche altra area». 




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