Lazio

depositata la candidatura per il Consiglio Federale

Un colpo di scena sulle stanze del potere del calcio italiano. Nella mattinata di mercoledì 4 novembre 2026, secondo quanto appreso dall’agenzia Adnkronos, il Presidente della S.S. Lazio ed esponente politico Claudio Lotito si è recato personalmente presso la sede della FIGC in via Allegri per formalizzare e depositare la propria candidatura al Consiglio Federale.

Un cambio di strategia netto che riapre i giochi geopolitici all’interno delle componenti federali della Serie A.

Il ripensamento e le strategie di potere

La mossa segna una vera e propria svolta rispetto alla rotta tracciata nei mesi scorsi:

Lo stop del 2025: dal 3 febbraio 2025, infatti, il numero uno del club biancoceleste non ricopriva più alcuna carica istituzionale nei quadri del Consiglio della Federcalcio;

L’inversione di rotta: superata la fase di disimpegno, Lotito ha maturato la decisione di rientrare direttamente nella stanza dei bottoni dell’ente di via Allegri.

Neutralità (apparente) nel duello Malagò-Galliani

La mossa istituzionale del senatore prescinde dagli esiti della corsa al vertice per la presidenza della Federcalcio. Lotito punta a garantirsi uno scranno nel parlamentino del pallone italiano a prescindere dal nome del futuro Presidente, che vedrà la sfida aperta tra la candidatura del Presidente del Coni Giovanni Malagò e quella di Adriano Galliani. Un rientro destinato a scompaginare le alleanze interne alla Lega di Serie A e nei rapporti con le altre componenti federali.

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