Friuli Venezia Giulia

Delfino: la tragica storia di un cucciolo

5 settembre 2026 – ore 19:30 – In questi giorni i social media sono indondati dalle violente immagini di un cucciolo di delfino sottratto al mare, maltrattato e ucciso da un gruppo di giovani uomini, che ne espongono il corpo al pubblico ludibrio: se per una sorta di wishful thinking a un primo impatto verrebbe da chiedersi se per caso siano immagini fittizie generate con l’Intelligenza artificiale, leggendo la stampa iberica invece si apprende che, al contrario, video e foto sono stati verificati da diversi giornalisti e associazioni di Spagna. Le scene si riferiscono proprio ai migranti attualmente presenti a Ceuta, a seguito del superamento di massa dei confini avvenuto a fine luglio. Purtroppo, quello contro il delfino non è l’unico episodio di maltrattamento animale segnalato nell’attuale contesto dell’exclave spagnola in territorio nordafricano, tanto che le organizzazioni animaliste hanno iniziato a presentare denunce alle autorità giudiziarie. Il quotidiano locale El Faro de Ceuta definisce “verificate” e “registrate mercoledì 2 settembre sulla spiaggia de El Trampolin” le immagini dei migranti che manipolano un cucciolo di delfino.

Secondo le informazioni cui El Faro ha avuto accesso, il gruppo di uomini ha notato la presenza del cucciolo mentre stava nuotando vicino alla riva: dunque lo ha catturato e trasportato fuori dall’acqua. Una volta posizionato l’animale sulla spiaggia, uno degli individui lo ha colpito alla testa con un bastone, ferendolo gravemente, tanto che in seguito il cucciolo è morto. Il quotidiano nazionale El Mundo spiega che il video della violenza è stato registrato dall’influencer locale Juan Ruiz il quale, assistendo alla scena, in un primo momento ha avvisato i migranti che quello era un delfino e non si poteva mangiare. “Anche se all’inizio del video si vede chiaramente che il cucciolo si muoveva ancora ed era vivo, il gruppo lo ha comunque tirato fuori dall’acqua, lo ha sollevato tra risate e urla e ha iniziato a manipolarlo”, scrive ancora El Mundo. Il creatore di contenuti ha chiesto loro di lasciare in pace il cetaceo: i migranti gli hanno risposto che era già morto e poi lo hanno riportato in mare. Al che Juan Ruiz ,dopo aver filmato la sequenza, ha obiettato alle telecamere: “Hanno ucciso un delfino”. Diffondere il video è stato il suo atto di pubblica denuncia. Andando a cercare il video originale, lo si trova sul profilo Instagram juanrruiiz (visionabile a questo link) e si apprende che ne esistono altri due: la violenza sul delfino è stata da lui documentata con tre video complessivamente.

Ma la storia non si esaurisce qui. Sempre secondo El Mundo (e altri media), l’associazione spagnola per la Difesa di alberi urbani, biodiversità e ambiente (Daubma) ha denunciato alla Guardia Civil la morte violenta del cucciolo di delfino, specificando che era un tursiope (Tursiops truncatus), cioè una specie protetta: stando a quanto riferito dall’associazione in un comunicato, “l’animale è arrivato vivo e disorientato sulla riva, presumibilmente a causa della presenza di nebbia; è stato successivamente tirato fuori dall’acqua con la forza e colpito alla testa con un bastone da diverse persone”. L’associazione assicura di essere in possesso di immagini e video a testimonianza di ciò, messe a disposizione della Guardia Civil, ipotizzando il reato di maltrattamento animale con conseguente morte nonché un reato contro la fauna protetta. Citato dal Faro de Ceuta, il Partito animalista Pacma ha  similmente chiesto una risposta “immediata, coordinata e forte” al governo spagnolo e alla delegazione del governo a Ceuta, non solo in merito alla morte del piccolo delfino, ma più in generale a seguito di “recenti incidenti con animali registrati in città, tra cui anche un episodio legato a un’oca”.

Il Partito animalista ha riferito che entrambi i casi sono stati denunciati alla Guardia Civil, chiedendo che i responsabili siano identificati e che si agisca contro di loro individualmente. Quanto all’oca, stando a quanto si apprende era selvatica: il Faro riporta che la scena è stata ripresa da un residente di Ceuta, che ha sorpreso uno dei migranti – rimasti in città dopo l’ingresso massiccio di fine luglio – con un sacchetto di plastica al cui interno si trovava un uccello ancora vivo, con le zampe legate da fascette, affinché non scappasse. Il residente lo ha rimproverato, intimandogli di liberare l’animale, e lo ha inseguito per guadagnare tempo fino all’arrivo della Guardia Civil: il cittadino straniero è tuttavia riuscito a fuggire, senza essere identificato né arrestato. La scena è stata filmata per essere utilizzata dal residente come prova di un’azione che danneggia le specie che abitano in quella zona di Ceuta. Grazie al rapido intervento, è stata evitata la morte dell’uccello, che è stato nuovamente liberato nel suo habitat naturale.

Articolo di Lilli Goriup




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