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>ANSA-FOCUS/Bruxelles in apnea teme la fine del cordone sanitario – Altre news

(di Luca Ferrero)
Fiato sospeso e occhi puntati
sulle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. L’Unione europea
resterà in apnea fino a quando si chiuderanno le urne nel Land
dell’ex Ddr che conta poco più di 2 milioni di cittadini.

   
Saranno loro a scegliere se infrangere o meno il cordone
sanitario che finora ha tenuto lontana l’estrema destra dalle
stanze del potere in Germania. Il primo governo monocolore AfD è
più che mai una possibilità. Ma l’ipotetica rottura del
‘Brandmauer’, il cosiddetto muro tagliafuoco, con una vittoria
schiacciante del partito di Alice Weidel, non preoccupa
Bruxelles solo per l’alto valore simbolico. Ad allarmare sono
soprattutto le eventuali ripercussioni di un trionfo dell’AfD
sul fragile governo di Friedrich Merz e quindi sugli equilibri
tra i 27 Paesi Ue. Senza trascurare i possibili scossoni nei
rapporti tra partiti politici all’Eurocamera.

   
A dare forma agli incubi europei è il primo alleato di AfD in
Ue, Roberto Vannacci. “I leader più in vista traballano. Merz,
Sanchez e Macron credo che non mangeranno il panettone nel
2027”, pronostica il generale. Una sintesi volutamente
iperbolica che tuttavia coglie, almeno in parte, la posta in
gioco in Germania. Dove, alle elezioni in Sassonia-Anhalt,
seguiranno il 20 settembre quelle in Meclemburgo-Pomerania, con
AfD sempre in testa. Un doppio appuntamento che rischia di
infliggere un duro colpo al governo guidato da Merz, che secondo
un recente sondaggio è il cancelliere più debole dalla Seconda
guerra mondiale.

   
La principale paura, dunque, è quella di avere nel Consiglio
europeo un motore tedesco fragile, o peggio instabile. Proprio
mentre si avvicina il 2027, il delicato anno elettorale che
potrebbe portare un avvicendamento euroscettico all’Eliseo.

   
Certo, la campagna elettorale è ancora lunga. E gli assestamenti
politici in Germania tutti da valutare. Intanto, però, c’è chi
rivolge lo sguardo anche ai probabili smottamenti al Parlamento
europeo.

   
Jordan Bardella, del Rassemblement National, non nasconde le
sue distanze da AfD ma non fa a meno di notare che “ha
contribuito a far cambiare posizione a Merz sulle frontiere e
sul green deal”. Non a caso, sono questi i due terreni
principali dove si è trovata la cosiddetta ‘maggioranza
Venezuela’ al Parlamento europeo. Con le destre, di Ecr e dei
Patrioti che hanno votato insieme al Partito popolare europeo.

   
Per alcuni voti, si è aggiunto anche il sostegno di Esn, il
partito di cui fanno parte sia AfD che Futuro Nazionale, facendo
di fatto cadere il cordone sanitario in Ue prima che in
Germania. Manfred Weber, alla guida del gruppo del Ppe, ha
sempre negato rapporti diretti con l’Afd e ora, di fronte a una
eventuale nuova avanzata dell’estrema destra in Germania,
potrebbe trovarsi di nuovo di fronte al dilemma: rafforzare
l’intesa con i socialisti sul modello del governo tedesco oppure
continuare a guardare a destra quando serve. I capidelegazione
della Cdu e dei socialisti al Pe, in una recente intervista, si
sono espressi piuttosto a favore della seconda opzione, proprio
in funzione anti-AfD.

   

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