Dal controllo per strada alla scoperta del deposito della droga: tre arresti

Un controllo su strada si è trasformato in un’operazione antidroga su vasta scala. I Carabinieri della Stazione di Marsciano hanno arrestato tre cittadini marocchini, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il blitz, avvenuto nel pomeriggio dell’11 maggio lungo la strada provinciale 375 Cerro, ha portato al sequestro di un quantitativo complessivo di oltre 750 grammi tra hashish e cocaina, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.
I militari, durante un servizio di prevenzione, hanno fermato una Citroen C3 a bordo della quale viaggiavano un marocchino di 20 anni, e altri due connazionali di 30 e40 anni. Secondo quanto ricostruito nel verbale di arresto, quest’ultimo era già noto alle forze dell’ordine: su di lui pendeva un decreto di perquisizione della Procura di Spoleto per un precedente procedimento per droga.
La perquisizione immediata del veicolo ha subito dato i primi risultati. Gli agenti hanno trovato in possesso dei due passeggeri, il 20enne e il 30enne, 7 involucri di cellophane contenenti hashish per un peso complessivo di circa 16 grammi, già suddivisi in dosi e pronti per lo smercio al minuto.
Le verifiche non si sono fermate al controllo stradale. I Carabinieri hanno esteso le ricerche ai domicili dei tre indagati. E proprio a casa del 40enne, ritenuto il vertice dell’organizzazione, hanno fatto irruzione con il decreto della Procura.
All’interno dell’abitazione, i militari hanno rinvenuto un vero e proprio magazzino della droga con circa 738 grammi di hashish, suddivisi in panetti di varie dimensioni (da 105 grammi, 51, 31 e 26 grammi), 20 grammi di cocaina più un altro involucro da 0,5 grammi della medesima sostanza. Trovati anche tre bilancini elettronici di precisione (tutti funzionanti e con residui di cocaina), un cucchiaino con residui di cocaina e materiale per il confezionamento delle dosi (involucri termosaldati), identico a quello trovato nell’auto. Nell’abitazione degli altri due, invece, è stato trovato e sequestrato un solo bilancino elettronico di precisione.
La Procura della Repubblica di Spoleto ha ipotizzato ruoli diversi per i tre arrestati. Per il 40enne ci sarebbe la posizione è la più grave, quella di detenzione a fini di spaccio di sostanze pesanti e leggere. Il magistrato lo descrive come l’elemento centrale della vicenda: “custodia, gestione e approvvigionamento dello stupefacente”.
Per gli altri due è scattata l’accusa di concorso nel reato, ma come fatto di lieve entità. Secondo l’accusa, i due non erano semplici consumatori occasionali, bensi “soggetti verosimilmente inseriti nella fase terminale della distribuzione al minuto”. Entrambi non hanno un lavoro regolare in Italia e, come indicato nei documenti, uno dei due risulta irregolare sul territorio nazionale con un decreto di rigetto del permesso di soggiorno notificato dalla Questura di Perugia.
I Carabinieri hanno sottolineato nel rapporto che i tre non erano nuovi a controlli congiunti: risultano già fermati insieme in altre due occasioni (nel dicembre 2024 e nel febbraio 2025). Questo elemento, unito all’assenza di redditi leciti, ha rafforzato il quadro indiziario.
Il pubblico ministero ha chiesto al giudice l’applicazione di misure cautelari differenziate: custodia cautelare in carcere per il 40enne, ritenuto il più pericoloso e organizzato e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per gli altri due, al fine di scongiurare il concreto pericolo di fuga.
I tre sono comparsi davanti al giudice per il giudizio direttissimo che ha disposto per il 20enne e per il 30enne, difesi dall’avvocato Gaetano Figoli, l’obbligo di firma, mentre per il 40enne, difeso dall’avvocato Elisa Peppucci, gli arresti domiciliari. I difensori hanno chiesto termine a difesa per valutare riti alternativi nel prosieguo della direttissima, fissata per il 28 maggio prossimo.
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