Umbria

Tentato omicidio in una discoteca di Ponte San Giovanni: chiesti 8 anni e mezzo di carcere

di Enzo Beretta 

Chiesti otto anni e sei mesi di carcere per un albanese di 37 anni accusato del tentato omicidio di un uomo a colpi di coltello nella discoteca «Lido Club» di Ponte San Giovanni avvenuto nell’ottobre 2019. La richiesta di condanna è stata formulata questo pomeriggio dal pm Mara Pucci ai giudici del tribunale collegiale (presidente Angela Avila, Edoardo Esposito e Paolo Sconocchia). Lo straniero è accusato anche di altre aggressioni avvenute quella notte ai danni di altre tre persone. Sotto processo c’è anche la moglie, romena di 39 anni, ritenuta responsabile dalla Procura di lesioni gravi nei confronti di due donne: per lei è stata chiesta una condanna a un anno e mezzo di reclusione. 

Coltello L’imputato principale viene accusato di aver «posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte» del rivale «attingendolo con più fendenti da coltello in diverse parti del corpo, cagionandogli una ‘ferita penetrante della regione dorsale, altra ferita in regione dorsale con minimo scollamento aereo lungo il margine mediastinico del lobo superiore destro, duplice ferita da taglio alla spalla sinistra, regione mastoidea sinistra e del collo’, con una prognosi di 20 giorni». 

Gli atti «In esecuzione del medesimo disegno criminoso – prosegue il capo di imputazione – con l’uso del coltello» ha ferito altre tre persone, di cui una «intervenuta per porre fine all’aggressione»: il primo è rimasto ferito sulla coscia destra e sul cuoio capelluto (10 giorni di prognosi), l’altro sulla coscia (7 giorni) mentre il terzo, quello più grave, ha riportato una «ferita da taglio ipocondrio sinistro» (lesione giudicata guaribile in 30/40 giorni). La donna, invece, viene accusata di aver «provocato» sempre con il coltello «una ferita da taglio sul gomito sinistro con avulsione di frammento osseo corticale dell’epicondilo omerale» (lesione giudicata guaribile in 25 giorni) ad una rivale e una «ferita da taglio distale avambraccio destro con lesione del tendine flessore del secondo e terzo dito palmare gracile» (lesione giudicata guaribile in 25 giorni) all’altra. L’avvocato degli imputati, Daniela Paccoi, ha chiesto l’assoluzione: «Sono parti offese in questo procedimento, non sono responsabili edei reati che vengono loro contestati». 

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