Dal Barocco, alla Pànera agli ascensori: Genova strega The Wall Street Journal

Genova. I “caruggi”, le chiese barocche, la focaccia e la pànera ma anche gli ascensori e le tante sorprese di una città che, a tutti gli effetti, dovrebbe essere inclusa in un “Grand Tour” dell’Italia.
Il The Wall Street Journal, il quotidiano a maggiore diffusione nazionale negli Stati Uniti, pubblica un articolo, firmato dal giornalista americano con base a Berlino J.S. Marcus, e che descrive Genova come una “perla ritrovata” elogiandone il patrimonio storico e l’autenticità rispetto alle mete più affollate.
L’articolo evidenzia lo splendore dei Palazzi dei Rolli, il rilancio della città come ex potenza marittima e tesori unici come il cimitero monumentale di Staglieno.
Ecco l’attacco (tradotto) dell’articolo leggibile in chiaro sul sito di The Wall Street Journal
“Genova è tornata una meta ambita dai viaggiatori.
Rivaleggiando con Venezia nel Medioevo e capitale finanziaria dell’Europa moderna, questa città portuale del Nord Ovest italiano era una tappa obbligata per gli aristocratici del 18esimo secolo impegnati nel Grand Tour.
Oggi, dopo un periodo di declino post-industriale, Genova torna ad attrarre turisti. E a ragione: la città è ricca di sorprese e possiede un fascino eccentrico che invoglia all’esplorazione.
Con i suoi bizzarri vicoli medievali, il suo territorio collinare e un sistema di trasporto pubblico che sembra uscito da un parco divertimenti – pensate ad ascensori orizzontali e funicolari che attraversano gli edifici – , Genova è la città più esotica d’ Italia tra le grandi città.
Ma, in attesa di un collegamento con la principale linea ferroviaria ad alta velocità del paese, può sembrare una terra incognita, persino per gli italiani…”
Salis: “Genova città autentica”
“Oggi abbiamo l’opportunità di far conoscere sempre di più Genova a un pubblico internazionale, puntando su un turismo curioso, di qualità e rispettoso, che venga qui per vivere davvero la città. Sapere che uno sguardo esterno così prestigioso colga questa nostra autenticità, ci conferma che la strada intrapresa per valorizzare il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico è quella giusta”.
Questo il commento della sindaca Silvia Salis alla pubblicazione dell’articolo sul noto quotidiano internazionale: “A sorprendere il visitatore, come dice il Wall Street Journal, sono soprattutto musei, monumenti e opere d’arte – aggiunge l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari – in particolare le magnifiche chiese genovesi che custodiscono opere di valore internazionale e che mantengono il loro carattere di apertura e accoglienza. Non a caso il giornale americano ricorda, tra gli altri, i Rubens nella Chiesa del Gesù e la chiesa di San Luca, ancora oggi parrocchia gentilizia della famiglia Spinola, semplice all’esterno e spettacolare nella sua decorazione barocca totalizzante. Allo stesso modo, per noi genovesi, i Palazzi dei Rolli ormai sono cose note, ma la sorpresa che gli affreschi cinquecenteschi e le collezioni barocche sanno suscitare nel visitatore che non ne ha mai avuto esperienza sono pari solo al desiderio di conoscere e approfondire che questi luoghi unici al mondo sanno accendere nel cuore di tutti. Naturalmente parliamo di un patrimonio che desideriamo poter condividere il più possibile e che siamo pronti ad aprire al pubblico in occasione dei Rolli Days dal 16 al 18 ottobre, che saranno dedicati in particolare al cuore del centro storico genovese”.
“Sono poi particolarmente felice che il Wall Street Journal abbia voluto includere in questa rassegna di eccellenze di Genova il Cimitero monumentale di Staglieno, un luogo eccezionale e già amatissimo dai visitatori provenienti da ogni parte del mondo sin dalla seconda metà dell’Ottocento – aggiunge l’assessore – Come Amministrazione, oltre a prendercene cura a livello pratico e di restauro ove possibile, vogliamo renderlo ancora più fruibile ai cittadini, grazie agli Staglieno Days in programma il 26 e il 27 settembre, manifestazione che lo scorso anno ha registrato 8000 presenze. Resta, poi, la grande interlocuzione con il mare e leggere la sorpresa e la passione trasmesse dal Museo delle Culture del mondo al Castello D’Albertis e dalla Sala colombiana appena rinnovata secondo i più aggiornati studi scientifici al Galata Museo del Mare testimonia la forza della rete civica dei musei e la centralità nel panorama internazionale del nostro patrimonio storico, artistico e culturale”.
“Il racconto del Wall Street Journal rappresenta anche un’importante occasione in chiave di marketing territoriale – prosegue l’assessore al marketing territoriale Tiziana Beghin – la capacità di Genova di proporsi sui mercati internazionali come una destinazione ancora autentica, ricca di arte, storia, cultura e identità, ma lontana dai fenomeni di sovraffollamento che interessano altre grandi città italiane costituisce uno degli elementi su cui costruire il posizionamento turistico della città. Quando siamo andati a New York abbiamo puntato su una nuova presentazione turistica della città, riscontrando grande interesse e i numeri ci hanno dato ragione perché abbiamo chiuso il 2025 con 3,5 milioni di pernottamenti, di cui il 50% provenienti dall’estero e nei primi 4 mesi del 2026 le presenze nei nostri musei sono cresciute del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, grazie a un’offerta che spazia a 360 gradi”.




