La morte del prof Arday porta a galla l’ipotesi di una rete di ricchi reazionari: emergono rivelazioni inquietanti
Sul tragico caso del Prof. Jason Arday, di cui ho parlato in un post precedente, hanno preso posizione e si sono rivelate forze del tutto sproporzionate alla vicenda in sé, dimostrando che il caso Arday è la punta di un iceberg la cui massa nascosta è un intreccio di interessi, a volte biecamente reazionari.
Per ricostruire la vicenda bisogna tornare alla pubblicazione di un post su X da parte di Nathan Cofnas giugno di quest’anno. Cofnas, un ricercatore di filosofia in precedenza pressoché sconosciuto che lavora all’università di Ghent, in Belgio, e che era stato allontanato da Cambridge per aver espresso idee razziste, accusava Arday, il più giovane docente nero dell’università di Cambridge, di aver plagiato la sua tesi di dottorato e alcune pubblicazioni successive. Cofnas sosteneva che Arday fosse stato assunto in omaggio alle politiche DEI (di inclusione delle minoranze etniche) dell’ateneo, anziché per i suoi meriti.
La storia era stata ripresa con enfasi inusitata da molti giornali inglesi e statunitensi (oltre 200 articoli in due mesi) e aveva costretto l’università di Cambridge ad aprire una inchiesta interna. Arday, non reggendo alla pressione, si era dimesso dall’università il 4 agosto scorso ed è stato trovato morto in casa sua, forse suicida, il 14 agosto.
A seguito della risonanza di questa vicenda, l’università di Ghent ha sospeso Cofnas e aperto una inchiesta interna per accertare se le sue dichiarazioni contenessero espressioni razziste contrarie ai principi dell’ateneo. Cofnas è un cittadino degli Usa ed in sua difesa è intervenuto molto pesantemente su X addirittura l’ambasciatore degli Usa in Belgio, William White.
The United States Mission to Belgium condemns, in the strongest terms, Ghent University’s retaliation against an American scholar following his accurate whistleblower reporting on academic fraud.
The United States government regularly funds and supports research, academic…
— U.S. Ambassador to Belgium Bill White (@USAmbToBelgium) August 21, 2026
La violenza dell’attacco dell’ambasciatore White all’università di Ghent è sorprendente: “Dishonest, corrupt institutions that engage in, or reward, scapegoating mob behaviour are not desirable partners for us” e conferma un sospetto che era già stato espresso: Arday è stato stritolato all’interno di una guerra nascosta, mossa alle iniziative di inclusione delle minoranze da parte di agenti politici che vorrebbero sopprimerle. È ovvio che l’ambasciatore degli Usa non può esprimere in un caso come questo una opinione personale: sta rappresentando il governo Usa e Trump in persona, tanto più che si è sentito intitolato a minacciare di interrompere le collaborazioni tra istituzioni Usa e università di Ghent.
Sul sito dell’istituto Lemkin è stato pubblicato un articolo secondo il quale esisterebbe una rete di miliardari americani di idee reazionarie che cerca di controllare attraverso pressioni economiche le principali università e istituzioni culturali europee per promuovere una ideologia politica reazionaria e certamente l’intervento dell’ambasciatore White sembra confermarlo. La tragedia personale di Jason Arday sta aprendo la strada a rivelazioni importanti e alquanto sinistre.
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