Lazio

ecco i gazebo – Il Tempo


Gabriel Bernard

Per gli ex quattrocento occupanti dello Spin Time è stato trovato un alloggio: da oggi in strada non ci saranno più le tende, al loro posto però sbucheranno sette dehors. A quasi un mese dall’evacuazione e dal sequestro dell’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme, in seguito all’incendio del 29 luglio che ha reso inagibile l’ex immobile Inpdap occupato dal 2013, i militanti tornano a chiedere spazio pubblico. E con l’incontro di ieri in Campidoglio lo hanno ottenuto. Al tavolo tra gli attivisti, l’assessore al patrimonio Tobia Zevi, l’assessore alle Politiche sociali Barbara Funari e la segreteria del sindaco Roberto Gualtieri, la richiesta è stata quella di installare sette gazebo nelle strisce blu davanti all’immobile al civico 55. La proposta non è stata respinta e sembra esserci il via libera sia da parte del Comune sia della Questura.

Resta da definire la sicurezza stradale, oltre al divieto di dehors fissi: solo strutture rimovibili. L’intenzione dei militanti sarebbe stata quella di avanzare una richiesta di occupazione di suolo pubblico (Osp) fino al 21 settembre, il giorno dopo l’assemblea pubblica che seguirà il corteo del 19 da via Santa Croce in Gerusalemme alla sede della proprietà dell’immobile, Investire Sgr. La richiesta si articolerebbe così: dal lunedì al venerdì solo sugli stalli dei parcheggi di fronte all’immobile, sabato e domenica sull’intera strada. Un modo, secondo Spin Time, «per mantenere alta l’attenzione e, com’è stato lo scorso mese, per organizzare attività socio culturali per tutto il quartiere».

 

 

Un’occupazione che di fatto si sposta dall’interno del palazzo all’esterno, in una strada pubblica. I partiti di destra, Fratelli d’Italia e Lega in primis, restano nettamente contrari. Fin dall’inizio dell’emergenza hanno sostenuto la decisione di Investire Sgr di respingere la proposta d’acquisto del sindaco Gualtieri, puntando il dito contro il centrosinistra, accusato di tutelare situazioni di illegalità. Ora le critiche si concentrano anche sui gazebo. Il coordinatore regionale FdI Paolo Trancassini attacca: «Dopo aver occupato un palazzo per anni e una strada per settimane, apprendiamo che la “comunità” dello Spin Time pretende ora di occupare il suolo pubblico non con uno, non con due, ma con ben sette dehors che consentono di proseguire le loro attività: francamente è troppo». Gli fa eco la deputata leghista Simonetta Matone: «Una nuova rivoluzionaria proposta per risolvere la piaga dell’abusivismo viene dal Comune di Roma. Gli abitanti dello Spin Time chiedono di continuare le loro attività abusive sotto i tanto vituperati dehors, con buona pace dei commercianti della zona, che pagano Tari e tasse per tirare avanti nel rispetto delle leggi». Il prossimo appuntamento, fanno sapere i militanti, è il 2 settembre: nuovo tavolo sull’iter che porterebbe all’acquisto dell’immobile da Investire Sgr. Il messaggio resta lo stesso: «Il presidio resta e da qui non ce ne andiamo».
 


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