bufera sulla locandina del Recanati Comics Festival
RECANATI «Sono cattolico devoto alla Madonna e amante dell’arte, ma da cattolico mi fa veramente schifo che la vergine Maria venga degradata a una sorta di appartenente a un rito fetish». È netto il giudizio dell’avvocato Mario Pinelli sul manifesto del Recanati Comics Festival che l’associazione Arcadia ha commissionato all’artista spagnolo Miguel Angel Martin e finito da giorni al centro di un’aspra polemica.
L’evoluzione
La reinterpretazione dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto ha destato più di un malumore tanto che il Comune ha fatto cancellare il logo dal manifesto (lasciando però il patrocinio) e diffidato l’associazione, quest’ultima e il Pd locale hanno parlato invece di “deriva autoritaria” e “censura”. Ma ora dal piano politico la polemica si sposta su quello giudiziario.
A interessare la Procura è stato l’avvocato Pinelli che tramite il collega Piero Cavalcanti ha depositato in Procura una denuncia ritenendo configurabile il reato di offese a una confessione religiosa mediante vilipendio. E ritenendo che la rappresentazione che appare sulla locandina abbia una portata «offensiva, blasfema e vilipendiosa palese e priva di giustificazione contestuale, culturale o interpretativa» ha anche chiesto che venga disposto il sequestro preventivo di tutti i manifesti, le locandine e i volantini raffiguranti l’immagine, così come delle pagine web e dei profili social riconducibili agli organizzatori su cui sia presente l’immagine.
«Ho letto di esegesi artistiche in cui si parla di visione post moderna o di grido contro la guerra – continua l’avvocato Pinelli -. La pettorina e il collare da bondage dell’arcangelo Gabriele, i guanti indossati anche dal Domineddio cosa c’entrano con la guerra? L’angelo ha le parti intime in bella vista, nella Vergine quello che prevale è la nudità non il fatto che sia incinta. È nuda e anche incinta, non viceversa. Nell’approccio visivo appare così, a cui si aggiunge l’espressione, diciamo ambigua, della Madonna».
Per il legale la riproduzione di Martin «travalica ampiamente i confini del diritto di libera manifestazione del pensiero artistico, traducendosi in una profonda lesione del sentimento religioso e in una evidente derisione contumeliosa dei simboli e delle figure di massimo riferimento della religione cattolica».
I profili
L’avvocato è convinto che la questione vada valutata sotto un profilo penale. «Il reato (il 403 del codice penale) punisce l’offesa al senso religioso del credente – spiega -. Voglio verificare in un’aula di giustizia se prevarrà questa componente ontologica nella formazione del reato (il bene protetto è il senso religioso del credente) o la libertà artistica». Originario di Bologna Pinelli da anni vive a Recanati. «Ricordo, e da bolognese mi vergognai profondamente – continua -, quando fecero nell’ambito di una manifestazione a Bologna (nel 2007) una rassegna d’arte dal titolo “La Madonna piange sperma” e anche lì ci fu un polverone per la libertà dell’espressione artistica. Dov’è il rispetto nei confronti di chi crede? Cosa siamo dei pagliacci da circo? Anche in questo caso c’è chi parla di libertà, ma è possibile che non si consideri la violazione del perimetro di libertà di chi è cattolico riducendo la Madonna a oggetto di perversione sessuale?».




