Piemonte

Dai motori alle orbite Avl entra nel distretto dell’Aerospazio

Dall’automotive all’aerospazio. La storia di Avl Italia dimostra che questo passaggio è possibile ed è lo stesso percorso a cui guardano molte piccole aziende della filiera torinese, cresciute all’ombra della Fiat e oggi alle prese con la crisi dell’intero settore. Avl, fondata nel 1980 a Torino e specializzata nello sviluppo, nella simulazione e nel collaudo di sistemi di propulsione per l’industria automobilistica e dei trasporti, pochi giorni fa ha ufficializzato l’ingresso nel Distretto Aerospaziale Piemonte, uno dei principali d’Italia. La società, che in Italia conta circa 300 dipendenti (tra Piemonte e Emilia Romagna) e un fatturato superiore ai 100 milioni di euro, porta competenze maturate nel settore automotive e una lunga esperienza nello sviluppo di tecnologie avanzate. Il Distretto, infatti, apre anche alle aziende non direttamente legate allo spazio, a condizione che entro tre anni sviluppino progetti o proposte per il settore.

«Abbiamo iniziato questo percorso – dice a Repubblica l’amministratore delegato di Avl Italia, Dino Brancale – già qualche anno fa insieme a Dallara, partecipando a un’iniziativa che ci ha inseriti tra le aziende chiamate a trasferire tecnologie dall’automotive all’aerospazio. Successivamente sono partite le collaborazioni con Northrop Grumman, negli Stati Uniti e in Italia, su moduli lunari, sistemi rover e tecnologie per batterie. In molti casi si tratta di applicare competenze e strumenti maturati nel mondo dell’auto a contesti caratterizzati da condizioni di gravità completamente diverse».

Per l’azienda torinese il passaggio verso l’aerospazio e la difesa non nasce in risposta alla crisi dell’automotive ma come naturale evoluzione di competenze sviluppate in decenni di attività. «Gli strumenti non sono così lontani da quelli sviluppati per l’auto: è possibile passare da un settore all’altro e noi lo stiamo facendo». Brancale, però, sottolinea come l’aerospazio non possa essere l’unico salvagente della filiera automobilistica: «Un settore non può sostituire l’altro ma è certamente possibile valorizzare il know-how acquisito in anni di lavoro e applicarlo con successo a nuovi contesti».

L’ingresso di Avl è una delle novità emerse dall’ultima assemblea del Distretto Aerospaziale Piemonte, che ha visto l’adesione di 14 nuovi associati, portando il numero complessivo a più di 130 imprese. Con ad Avl entrano le Pmi Aerosoft, Alfa Meccanica, Erixmar, Novomeccanica, Osa, Open Mind Technologies Italia, la Società di Gestione dell’Aeroporto di Cuneo-Levaldigi, Stat, Tebis, Faxilla e Voyager Technologies Europe, oltre alle startup Enjoylab ed Ecolybra. L’allargamento conferma la crescita dell’ecosistema aerospaziale, che conta su oltre 450 Pmi, circa 35 mila addetti e un fatturato complessivo di 8 miliardi di euro. La filiera affianca grandi gruppi come Leonardo, Thales Alenia Space e Avio a piccole e medie imprese, startup, università e centri di ricerca. A settembre partiranno i nuovi progetti di ricerca del Distretto, realizzati proprio insieme a Leonardo e Thales Alenia Space. Le attività riguarderanno l’impiego di AI per droni, addestramento dei piloti, l’efficientamento dei processi.


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