Friuli Venezia Giulia

Da Gorizia a Pordenone, il viaggio della cultura arriva al traguardo

È a Sacile che termina – o forse inizia, visto che tradizionalmente si parte da qui per raggiungere Gorizia e Nova Gorica – la Ciclovia Pedemontana FVG3. Ma il nostro viaggio non finisce qui. Dal “giardino della Serenissima”, infatti, si può imboccare l’Anello di Sacile e Pordenone (R001), un itinerario cicloturistico che alterna piste ciclabili e strade secondarie a basso traffico. La meta finale, facile intuirlo, è proprio Pordenone.

Fu il fiume Noncello, anticamente chiamato Naon, a dare alla città il suo nome: “Portus Naonis”, poi diventato Pordenone. I primi insediamenti risalgono all’Alto Medioevo e, per secoli, la città rimase sotto il dominio asburgico, un’eredità ancora visibile negli stemmi bianchi e rossi che decorano le facciate di alcuni palazzi. Nel 1318 un incendio devastò il borgo in legno, che venne ricostruito interamente in pietra. Poi arrivarono la dominazione veneziana, il nuovo controllo austriaco e infine l’annessione al Regno d’Italia, nel 1866.

“Una terra di caserme e fabbriche fino agli anni Ottanta”, racconta Robert Schumann, padre tedesco e madre friulana, che ci accompagna in quest’ultima tappa. Qui si arrivava soprattutto per lavorare o per svolgere il servizio militare. Eppure, proprio da questo ‘humus postindustriale’ è fiorita una vivace scena culturale. Il simbolo più noto è Pordenonelegge, il prestigioso festival letterario in programma dal 16 al 20 settembre, che quest’anno taglia il traguardo della ventisettesima edizione.

A proposito di cultura: Pordenone ha dato i natali anche a un’intera generazione di fumettisti. Tra loro c’è Davide Toffolo, autore di graphic novel e frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti. L’arte delle vignette trova casa nel Palazzo del Fumetto, ospitato nella storica villa della famiglia Galvani, imprenditori della ceramica. “Non un museo da guardare, ma da toccare – spiega l’addetta stampa Laura Venerus. – Dal primo piano si sviluppa un percorso cronologico che racconta la storia del fumetto attraverso i diversi formati di pubblicazione”.

palazzo fumetto pordenone
“L’Eroica Fifa Blu”, la mostra dedicata a Lupo Alberto

La struttura ospita anche mostre temporanee. Si è appena conclusa l’esposizione dedicata a Lupo Alberto, mentre dal 23 maggio aprirà ‘Toppi – Le profondità verticali’, un omaggio a Sergio Toppi, considerato uno dei grandi maestri del fumetto italiano.

Usciti dal Palazzo del Fumetto, il profumo intenso delle rose di parco Galvani invade l’aria. Un fiore che richiama anche una delle prime città incontrate lungo il percorso: Nova Gorica. Sul confine tra Italia e Slovenia sorge, infatti, il monastero di Castagnevizza, celebre per il suo giardino di rose Bourbon.

rose parco galvani
Rose al parco Galvani

A circa quattro chilometri dal centro si trova invece villa Cattaneo, nella frazione di Villanova, raggiungibile comodamente anche in bicicletta grazie alle piste ciclabili che costeggiano la strada. A lungo sottoutilizzata, sta ora venendo rivalutata: uno degli obiettivi dell’iniziativa Capitale italiana della Cultura, che coinvolgerà Pordenone nel 2027, è proprio rilanciare alcuni siti cittadini in chiave culturale.

Ed è qui che prende vita uno degli appuntamenti più attesi della stagione: da oggi, 8 maggio, al 12 luglio villa Cattaneo ospiterà una mostra dedicata a Miles Davis. «Ho cercato di raccontarne l’essenza, che definirei caleidoscopica – afferma il curatore Enrico Merlin, discografo del celebre trombettista e compositore jazz. – Mi ha sempre affascinato la sua continua ricerca di cambiamento: era un innovatore nella riorganizzazione dei materiali, più che nell’invenzione dei materiali stessi». 

enrico merlin miles davis
Enrico Merlin, curatore della mostra “Miles Davis 100 – Listen to this!”

All’ultimo piano dell’edificio, nella sala Galaxy, è esposta anche la sua tromba, acquistata all’asta dal collezionista Don Hicks per oltre 200mila dollari.


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