Emilia Romagna

cucina, case aperte, corti segrete e memoria urbana






C’è un momento, ogni anno, in cui il Distretto A smette di essere soltanto un quartiere e torna a essere una promessa. Una di quelle promesse nate quasi per gioco, nelle prime edizioni della Cena Itinerante, quando aprire una porta, accendere una luce in una corte interna o apparecchiare in uno studio sembrava già un piccolo atto rivoluzionario. Da allora sono passati anni, volti, tavoli, brindisi, notti lunghissime e incontri imprevisti. Ma lo spirito è rimasto lo stesso: attraversare Faenza non da spettatori, ma da ospiti. Entrare nei luoghi, fermarsi sulle soglie, riconoscere nelle case, nei laboratori, negli androni e nei cortili una città più intima, più laterale e più vera.

Venerdì 29 maggio 2026, dalle ore 19, la Cena Itinerante del Distretto A torna con la sua XIX edizione e sceglie un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: FuoriTrama – non c’è trippa per gatti. Un invito a uscire dai percorsi più prevedibili, dalle mappe troppo ordinate, dalle narrazioni già scritte. Quest’anno il quartiere si attraversa come un racconto irregolare: tra corti private, studi d’artista, musei, case abitate, spazi indipendenti, terrazzi, botteghe, luoghi della memoria e architetture che per una sera cambiano funzione e temperatura. A dare forma visiva all’edizione 2026 è Jan Angelini, in arte Robak, illustratore e progettista grafico formatosi tra ISIA Urbino e LUCA School of Arts di Bruxelles. Il suo linguaggio, sospeso tra grafica, illustrazione e narrazione visiva, traduce lo spirito della Cena in un immaginario fatto di percorsi, figure, scarti e connessioni. Una mappa emotiva prima ancora che urbana, dove il disegno esce dalla pagina e torna nello spazio pubblico, sociale, condiviso. La trama gastronomica sarà, come sempre, una delle anime più attese della serata. Ristoranti, chef, cucine indipendenti, forni, produttori, cantine, birrifici e cocktail bar costruiranno un percorso diffuso tra sfizi, street food, primi, secondi, dolci, vini, birre e drink. 

La Cena Itinerante non replica se stessa: ogni anno cambia pelle, ma conserva il suo gesto originario. Aprire. Accogliere. Mescolare. Mettere in relazione. Fare del quartiere non uno sfondo, ma un organismo vivo. I numeri dell’edizione 2026 confermano la natura corale della Cena Itinerante. Il programma coinvolge oltre 30 spazi del quartiere, tra corti private, studi professionali, case, musei, gallerie, botteghe, cortili e luoghi normalmente non attraversati dal pubblico, con 33 punti segnalati in mappa. Accanto ai padroni di casa, veri custodi dell’identità dell’evento, partecipano più di 30 realtà gastronomiche tra ristoranti, osterie, forni, cucine indipendenti, pasticcerie, bar e chef, insieme a circa 30 fra cantine, birrifici e proposte beverage, tra vini del territorio, birre artigianali, cocktail, gin tonic, vermouth e drink romagnoli. A completare la trama, associazioni, musei, spazi culturali, artisti, volontari e realtà cittadine che trasformano per una sera il Distretto A in un grande racconto collettivo.

Il percorso gastronomico attraversa registri molto diversi: dai sapori più riconoscibili della Romagna — cappelletti, tagliatelle, gnocco fritto, piadina, polpette, fritto di pesce, tortelli e zuppa inglese — a incursioni più contemporanee e contaminate, come katsu sando, noodle neri Thai style, pulled fish, Java Martini, pan brioche gourmet, mazzancolle, cervo, cannoli siciliani da passeggio e dolci pensati per essere assaggiati camminando.

Accanto alla cucina popolare, allo street food d’autore e alle proposte più conviviali, il menù 2026 ospita anche presenze legate alla ristorazione di ricerca e alla cultura gastronomica romagnola. Tra queste, Maré di Cesenatico, realtà segnalata dalla Guida Michelin, Osteria Tèra, con una proposta capace di rileggere la materia prima in chiave contemporanea. Accenti diversi — mare, territorio, memoria e cucina d’autore — che confermano la capacità della Cena Itinerante di far convivere cappelletti, piadina, fritto, calici del territorio e suggestioni da fine dining dentro lo stesso racconto urbano.

Saranno circa 20 gli appuntamenti diffusi tra mostre, installazioni, performance sonore e visive, open studio, visite guidate, musica, archivi fotografici e interventi site specific. Il quartiere diventa una sequenza di stanze aperte e deviazioni inattese: dalla Casa Museo Bendandi al Museo Carlo Zauli, dagli studi d’artista alle corti private, fino agli spazi abitati che per una sera si trasformano in piccole scene urbane.

L’accesso al percorso e agli spazi sarà libero. Per gustare le proposte gastronomiche e le bevande sarà possibile acquistare presso i punti cassa e infopoint il kit composto da Free Pass, calice e taschina, un piccolo gesto di sostegno all’evento e al lavoro collettivo che lo rende possibile. Il quartiere sarà chiuso al traffico e sarà attivo il servizio gratuito Green-Go Bus, offerto dal Gruppo Erbacci, con collegamenti dai parcheggi di partenza, P.le Pancrazi e Via Fornarina, fino alle fermate prossime alla Piazza, per permettere a tutti di raggiungere comodamente il percorso.

La Cena Itinerante 2026 invita quindi a perdersi con metodo, a seguire una mappa ma non troppo, a lasciarsi guidare dai profumi, dalle luci, dalle voci e dalle deviazioni. Perché, come accade nelle migliori serate, le cose più interessanti non stanno sempre nel programma dichiarato. Portate le vostre storie, la curiosità di provare, le trame che possono portarvi fuori dal convenzionale, improvvisando strade, percorsi e incontri. Lasciate che sia quel che succede ad accadervi senza averlo programmato.

 

 

























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