Crotone, menzione speciale a Davide Ferrerio: «Il suo nome contro la violenza»
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L’amministrazione comunale di Crotone ha conferito una menzione speciale a Davide Ferrerio, il giovane bolognese che la sera dell’11 agosto 2022, quando aveva 20 anni, venne brutalmente aggredito nel centro della città da un altro giovane che lo aveva scambiato per un rivale in amore.
Un tragico scambio di persona che ha stravolto per sempre la vita di Davide Ferrerio, in coma irreversibile da quattro anni. A sferrargli un pugno al volto fu Nicolò Passalacqua, all’epoca 24enne, originario di Colleferro ma residente da qualche tempo a Crotone.
Il tragico scambio di persona
Passalacqua si era invaghito di una ragazza del posto, all’epoca minorenne. La giovane riceveva sui social le attenzioni di uno sconosciuto e, per portarlo allo scoperto, la madre aveva organizzato un incontro nel centro della città per la sera dell’11 agosto. L’intenzione era quella di dare una lezione all’anonimo spasimante, compito che avrebbe dovuto assolvere Passalacqua.
Davide Ferrerio, ignaro di tutto, venne scambiato per l’altra persona e picchiato selvaggiamente. Per questo Nicolò Passalacqua è stato condannato in via definitiva a 12 anni e 8 mesi di reclusione per tentato omicidio, dopo i 20 anni inflitti in primo grado. Condannati anche la madre della minorenne e il suo compagno per concorso anomalo nel tentato omicidio.
Voce: «A Davide è stato negato il futuro»
«Oggi conferiamo a Davide una menzione speciale non per celebrare ciò che ha avuto la possibilità di compiere, ma per affermare il valore di tutto ciò che gli è stato tragicamente negato», ha detto il sindaco Vincenzo Voce, che ha consegnato il riconoscimento alla madre Giusy, originaria di Crotone, e al fratello Alessandro.
«È un riconoscimento che nasce da una vicenda dolorosa e che vuole trasformare il dolore in memoria, consapevolezza e responsabilità. A Davide è stato negato il futuro che avrebbe dovuto vivere e il compito di una comunità è anche quello di custodirne il ricordo e impedire che una tragedia simile venga dimenticata», ha aggiunto Voce.
«Con questa cerimonia abbiamo voluto manifestare, a nome dell’intera comunità, la nostra vicinanza alla famiglia Ferrerio. Ricordare Davide significa mantenere viva l’attenzione sulle conseguenze drammatiche della violenza e sull’importanza di non restare indifferenti. Il suo nome deve diventare un richiamo permanente alla responsabilità di ciascuno e alla necessità di costruire una comunità capace di reagire alla violenza, di contrastare l’indifferenza e di tutelare sempre la dignità e il valore della vita».
Le ultime parole alla madre: «Ti voglio bene, mamma»
La madre Giusy ha ricordato i tragici momenti dell’agosto 2022, ma soprattutto la dolcezza del figlio e la sua bellezza esteriore e interiore: «Lo guardavo mentre si preparava per uscire, ignaro del tranello che era stato teso, una spedizione punitiva che in una società civile non è ammissibile. E quando l’ho visto, dopo l’aggressione, le ultime parole che mi ha detto sono state: “Ti voglio bene, mamma”».
Il fratello Alessandro, nel ringraziare l’amministrazione e la città di Crotone, ha ricordato Davide, il suo migliore amico.
Alla cerimonia era presente anche monsignor Pino Caiazzo, oggi vescovo di Cesena e da sempre vicino alla famiglia: «Questa vicenda, come tutti i crotonesi, mi ha profondamente colpito. Conosco Giusy, la mamma, da quando era ragazza. Abbiamo condiviso in tutto questo tempo il loro dolore. L’amore che il papà, la mamma e il fratello Alessandro hanno per Davide è grande. Non lo lasciano un momento. Ed è un amore che sta aiutando tanto Davide».
«Quanto avvenuto è gravissimo perché non si coglie l’altro come persona. Il riconoscimento di oggi è importante perché è significativo: bisogna seminare vita».
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