Crossodromo di Miravalle. I residenti ricorrono al Tar: “Stravolta una collina intera”
“Non chiediamo al Tar di fermare lo sport. Ma vogliamo capire come sia stato possibile autorizzare una trasformazione così rilevante”. A dirlo sono i residenti di Miravalle, Cocoioni, Poggio Cuccule, realtà limitrofe al crossodromo, che hanno deciso di ricorrere al tribunale amministrativo regionale per ricevere un parere circa l’impianto sportivo e i lavori realizzati nelle aree immediatamente più prossime.
“Molti di noi abitano accanto all’impianto da anni, alcuni da decenni – scrivono in una lettera i residenti – Per lungo tempo la convivenza con il crossodromo è stata possibile perché le precedenti gestioni avevano mantenuto un uso contenuto dell’impianto e, soprattutto, un rapporto ancora compatibile con il contesto naturale della collina, con il bosco e con la vegetazione che per anni hanno attenuato l’impatto visivo e sonoro della pista. Quello che contestiamo non è lo sport. Contestiamo una gestione che, dal 2025, ha rotto un equilibrio consolidato”.

Stando a quando sostenuto dagli abitanti delle frazioni montevarchine, nell’ultimo anno la collina dove si trova la struttura sarebbe “stata incisa da scavi, movimenti terra, rimozione di alberi e vegetazione, trasformazione di superfici e modifica del tracciato. A questi interventi ha fatto seguito un’intensificazione dell’attività: aperture più frequenti, uso più intenso dell’impianto, rumore continuativo nelle ore più sensibili e polveri che raggiungono le abitazioni”.
Una condizione che per chi vive nella zona sarebbe diventata particolarmente pesante sia per l’impatto sonoro che per le modifiche che hanno riguardato il paesaggio. “Come è stato possibile autorizzare una trasformazione di questa portata senza una valutazione preventiva degli impatti?”, scrivono ancora i residenti.
Gli atti amministrativi
Secondo quanto ricostruito, l’amministrazione comunale di Montevarchi con la delibera di giunta 63 del 27 marzo, avrebbe approvato un progetto esecutivo sul crossodromo impegnando 60mila euro in favore del moto club. “Nella stessa documentazione – scrivono i residenti – viene riconosciuto che l’impianto non risulta essere mai stato sottoposto a verifica di assoggettabilità a Via, la procedura prevista per valutare l’impatto ambientale di impianti di questa natura. Quella verifica viene rinviata a una fase successiva, dopo l’approvazione del progetto e dopo l’avvio dei lavori. Prima si approvano gli interventi. Poi, forse, si valuta l’impatto”.
“Per oltre un anno – spiegano ancora i residenti di Miravalle – abbiamo chiesto all’amministrazione un confronto sulla gestione ordinaria dell’impianto. Abbiamo incontrato l’assessore allo sport. Abbiamo scritto alla sindaca che, lo scorso 29 aprile, ci ha risposto: “il Comune non potrà dare nessuna risposta alle richieste prima di un confronto con il gestore”. Ma intanto i lavori sono stati approvati, sono partiti, e la collina è drasticamente cambiata. Per questo abbiamo conferito mandato a uno studio legale di Firenze per presentare ricorso al Tar. Vogliamo capire come sia stato possibile autorizzare una trasformazione così rilevante senza una valutazione ambientale complessiva preventiva. Non chiediamo di fermare lo sport. Chiediamo che venga verificata la correttezza del procedimento, la legittimità degli atti e la tutela dovuta a un territorio abitato e paesaggisticamente sensibile. Sarà richiesta anche la sospensione cautelare degli effetti degli atti impugnati. Sarà inoltre presentato esposto ad Arpat per verifiche ambientali indipendenti anche in ordine al tema dell’inquinamento acustico e sarà informata la Soprintendenza per i profili paesaggistici. Non chiediamo la chiusura dell’impianto. Chiediamo che una trasformazione così rilevante venga valutata con serietà prima che diventi irreversibile. Il motocross può convivere con il territorio solo dentro regole chiare. Senza regole, non è convivenza: è imposizione”.
La risposta della sindaca Chiassai Martini

“Dispiace constatare come vi siano cittadini contrari al Mondiale, invece di essere orgogliosi del ritorno di questo evento storico. Purtroppo è evidente come alcuni strumentalizzino la possibilità di portare nella nostra città, dopo decenni, un evento di importanza mondiale, creando soltanto ostruzionismo al motocross e al Comune, cercando di impedire la realizzazione dell’evento stesso, con richieste non chiare. Da un lato si vuole l’ennesimo incontro per parlare degli orari di utilizzo dell’impianto di Miravalle e si sostiene di non avere niente in contrario alla realizzazione di questo importante evento. Contestualmente, però, a mezzo stampa, non nella lettera che mi è pervenuta, vengono messi in discussione alcuni atti amministrativi ben precisi, sollevando dubbi sulla verifica di assoggettabilità a Via e l’impegno economico del Comune a favore del motoclub.
A dimostrazione che la volontà di queste 20 famiglie è solo di impedire il Mondiale, addirittura minacciano un’azione legale contro l’amministrazione, la presentazione di un ricorso al Tar Toscana, la sospensione cautelare degli atti impugnati, oltre a un esposto ad Arpat per verifiche ambientali e acustiche e una segnalazione alla Soprintendenza per gli aspetti paesaggistici. È evidente quindi che la richiesta di un ulteriore incontro per migliorare la vivibilità dei luoghi in cui risiedono, rivedendo l’utilizzo del motocross, non abbia nulla a che fare con la reale volontà di dialogo, ma solo con il tentativo di bloccare il Mondiale.
Ci tengo quindi a rispondere punto per punto. Ho piena fiducia negli atti che sono stati predisposti dai nostri uffici, frutto di concertazioni con le autorità preposte, per un intervento di miglioramento e riqualificazione dell’impianto comunale dal punto di vista della sicurezza e della fruibilità, senza alcun ampliamento della struttura. Si tratta di opere straordinarie che, da concessione, sono a carico del Comune, invece, la nostra Amministrazione ha dato un contributo di soli 60.000 euro, su una cifra di 165.000 euro, con un ampio beneficio per la nostra comunità, sia in termini economici sia di miglioramento dell’impianto stesso. Inoltre si specifica che per questo tipo di interventi non sono previsti lavori soggetti a Via e comunque l’amministrazione ha deciso che il gestore si faccia carico di una Via postuma di tutto l’impianto – poiché quando l’impianto è stato realizzato non esisteva l’obbligo della valutazione di impatto ambientale – e di tutti i costi entro un anno dalla loro conclusione.
Inoltre, gli interventi autorizzati dal Comune non hanno riguardato aree sottoposte a vincolo della Soprintendenza. Quindi, se l’intento di alcuni residenti nell’area di Miravalle è quello di creare problemi al motocross e all’amministrazione comunale, impedendo il Mondiale, facciano pure. Se pensano di procedere per vie legali e fare ricorso, noi ci difenderemo nelle sedi opportune. Se invece sono realmente interessati alla richiesta di incontro per concordare ancora una volta gli orari di fruibilità dell’impianto con il gestore, che sinceramente temo sia soltanto una scusa visto le loro dichiarazioni a mezzo stampa, ribadisco come già risposto alla loro richiesta, che ci sarà nuovamente modo di confrontarsi alla fine del Mondiale, visto che attualmente le attività non sono in corso e il motoclub è impegnato a lavorare giorno e notte per il raggiungimento di questo importante obiettivo per tutta la comunità, e non solo, ad eccezione forse di pochi ai quali non interessa.
Ricordo anche che nel marzo di quest’anno, i residenti hanno incontrato nuovamente l’assessore, nonostante l’accordo sottoscritto l’anno precedente con il motocross sia stato pienamente rispettato. Ricordo inoltre che c’è già stato un incontro con il gestore e con l’assessore competente, durante il quale sono state concordate 120 giornate di attività all’anno, mentre il gestore ne ha effettuate soltanto 100 nel 2025 e quindi non capisco perché l’accordo preso non vada più bene”.
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