Emilia Romagna

Crisi commerciale del centro? Arrivano le proposte di Confesercenti


La crisi c’è e si vede. Lo ammette anche Confesercenti, l’associazione di categoria dei commercianti: “Il negozio di vicinato – dicono dall’ente – si trova sempre più in difficoltà. I gestori degli esercizi piccoli e medi scontano anni di cambiamento dei consumi, crisi economica e, soprattutto, mancanza di scelte strutturali degli enti locali”.

I dati, riportati dall’agenzia Dire, parlano chiaro: in Emilia-Romagna in dieci anni sono sparite più di 8mila attività commerciali. Solo a Bologna, tra il 2015 e il 2025 il saldo è negativo per quasi 1.482 unità.

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Il tentativo di rilancio da parte di Confcommercio arriva nei giorni successivi alla pubblicazione di alcuni dati piuttosto negativi da parte di Nomisma. “Contro la desertificazione commerciale dei centri urbani”, continua l’associazione, arriveranno “proposte concrete alle amministrazioni pubbliche nel corso delle assemblee elettive che nelle prossime settimane si terranno a livello provinciale e regionale.

Confesercenti chiede di colmare “l’assenza di scelte urbanistiche mirate ad assicurare canoni concordati anche per gli esercizi commerciali di ogni tipo, senza per questo penalizzare la proprietà immobiliare”. Infine, per l’associazione di categoria, rimane da arginare “la concorrenza sleale delle grandi piattaforme del commercio online che, spesso, hanno sede in paradisi fiscali e che, di fatto, hanno messo in dura crisi tutto il settore dell’abbigliamento”.

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