Cresciamo donne forti e libere
SAN VITO DEI NORMANNI – Dopo l’ufficializzazione dello staff tecnico della Asd Vittoria San Vito per la stagione 2026-2027, che vede la 31enne Serena Valente alla guida delle categorie Under 10 e Under 12, al fianco di Vitantonio Nicolardi, l’allenatrice carovignese ha voluto condividere i valori profondi che guideranno il suo lavoro sul campo. Per Valente si tratta di un ritorno alle origini, un’opportunità per rivedere nelle sue piccole atlete la stessa bambina che anni fa muoveva i primi passi nel mondo del calcio.
“Ho sempre guardato ogni bambina e ogni ragazza che mi veniva affidata con un grande senso di responsabilità – dichiara Serena Valente – Per me allenare non ha mai significato soltanto preparare una seduta o vincere una partita: significa prendersi cura di un percorso. Oggi porto questa stessa idea all’interno della Asd Vittoria San Vito, dove ho scelto di intraprendere una nuova esperienza come collaboratrice tecnica”.
Valente: “Imparare ad avere fiducia in sé stesse”
Il nuovo progetto societario accoglie molte giovanissime che calciano il pallone per la prima volta. Un momento delicato in cui, secondo la tecnica, l’obiettivo principale non deve essere la promessa di una carriera luminosa, ma l’impegno quotidiano per far scoprire a ciascuna ragazza il proprio valore. L’obiettivo è che le atlete imparino “ad avere fiducia in sé stesse prima ancora che nei propri piedi”, accettando l’errore e la sconfitta come tappe fondamentali per imparare a rialzarsi. Il calcio è infatti una vera e propria scuola di vita.

“Dopo tanti anni trascorsi dentro questo mondo, la soddisfazione più grande non è poter raccontare le categorie nelle quali ho giocato o le maglie che ho indossato. È incontrare una ragazza che ho allenato e rendermi conto di aver lasciato qualcosa dentro di lei. Ed è questo il messaggio che vorrei arrivasse forte anche al movimento del calcio femminile: non abbiamo bisogno soltanto di creare calciatrici migliori. Abbiamo il dovere di crescere donne più consapevoli, forti e libere di credere nelle proprie capacità”, racconta Valente.
Un bagaglio di esperienze alle nuove leve
Facendo un parallelismo con la vecchia generazione, cresciuta imparando i segreti del mestiere “direttamente dalla strada”, l’allenatrice sottolinea la grande responsabilità del presente. Oggi il compito è quello di raccogliere quel bagaglio di esperienze e consegnarlo alle nuove leve, offrendo loro uno spazio accogliente e un’opportunità che in passato non sempre è stata garantita. “Uno spazio in cui sentirsi accolte. Una possibilità per dimostrare quanto valgono”, afferma.
“Vogliamo dare loro la libertà di poter dire: ‘Questo sport appartiene anche a me’. Perché il futuro del calcio femminile non comincia dagli stadi pieni. Comincia da una bambina che, magari proprio a quattro anni, dà il suo primo calcio a un pallone e trova qualcuno disposto a credere in lei”, conclude la tecnica Valente.
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