Cosenza, Puap, struttura per ridurre accessi al Pronto Soccorso
Accordo tra Azienda ospedaliera e Asp di Cosenza, arriva il Puap, presidio per gestire urgenze minori e alleggerire il Pronto soccorso. Piano quinquennale, nodi su personale e sede
COSENZA – COSENZA – Si chiama “Punto di assistenza urgenza di prossimità” (Puap), ed è il nuovo progetto frutto dell’integrazione tra l’azienda ospedaliera di Cosenza e l’Asp bruzia, al momento dirette entrambe da Vitaliano De Salazar. Ed è sostanzialmente una sorta di struttura “parallela” al Pronto soccorso di Cosenza per provare a ridurre gli accessi impropri e smaltire i codici meno gravi senza passare dalla “trincea” dell’Annunziata. A fornire i medici, gli infermieri e gli Oss dovrebbe essere l’Asp di Cosenza, strutture e strumentazioni e sistema di accesso informatico alle cartelle cliniche, invece, verranno offerte dall’Azienda ospedaliera di Cosenza.
COSENZA, NASCE IL PUAP
L’accordo ha una durata notevole, cinque anni eventualmente rinnovabili. E dovrebbe servire a smaltire le urgenze minori in un territorio dove l’assistenza territoriale, Pnrr permettendo, continua ad essere un problema grave. Il piano in sé non è un’invenzione calabrese. Sono strutture previste dal 2023 dal ministero della Salute (i cosiddetti Centri di assistenza e urgenza) che, eventualmente, possono confluire all’interno delle strutture di Comunità. E non a caso nell’accordo viene rimandato ad intesa successiva il vero problema, ovvero il “dove e quando” dovrà comparire questa struttura.
“SVUOTARE” IL PRONTO SOCCORSO DELL’ANNUNZIATA
Ridurre gli accessi impropri, quindi e “migliorare l’integrazione tra assistenza territoriale ed ospedaliera” sono i due obiettivi: facendo confluire situazioni che richiedono intervento non urgenze direttamente in questi spazi. All’Asp, dicevamo, il comito più pesante: quello di trovare il personale per mettere in funzione il sistema. L’accordo prevede tre opzioni: gli accordi libero-professionali con i professionisti sanitari, l’utilizzo delle graduatorie ancora aperte ed “eventuali ulteriori procedure” che comprendono, eventualmente, anche il ricorso estremo a cooperative.
Il personale previsto è di otto medici, dodici infermieri e otto operatorio sociosanitari più altre eventuali figure professionali. Ad organizzare i turni e il coordinamento invece ci dovrà pensare l’Azienda ospedaliera. Ma prima di andare oltre bisognerà stabilire i protocolli operativi, non poca roba.
COME FUNZIONERÀ A COSENZA IL PUAP
Bisogna decidere le modalità di accesso, i criteri della presa in carico, i percorsi clinici e assistenziali, le procedure di triage, i trasferimenti in pronto soccorso, l’unificazione con il sistema emergenza-urgenza, spazi e attrezzatura, turni, modalità per richieste di consulenze specialistiche ed esami di laboratorio. Praticamente tutto. I costi, invece, dovranno essere divisi tra le due aziende: con carichi maggiori soprattutto sull’Asp per via della gestione di ulteriore personale.
Il piano, però, era uno degli obiettivi di questa transizione particolare all’Asp di Cosenza dopo il trasferimento a Crotone del direttore generale Graziano. Con l’arrivo di Vitaliano De Salazar a commissario straordinario era necessario spingere su questo tipo di integrazione. Il problema è anche il dove. La Calabria ancora attende una operazione trasparenza sui cantieri Pnrr che interessano il sistema sanitario. Teoricamente a fine mese queste strutture dovrebbero essere tutte pronte ad accogliere le necessità dei territori, con funzioni in alcuni casi sovrapponibili a quelle del Puap.
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