coscc la scheda elettorale per Arezzo. Cosa cambiato dal 2020 e cosa no
A decidere l’ordine dei nomi è stata la Commissione elettorale comunale al termine di una delle sue ultime riunioni. Serena Marinelli con Alternativa Comune; Egiziano Andreani con Democrazia sovrana popolare; Vincenzo Ceccarelli con la sua coalizione di centro sinistra composta da Avs, Pd, Arezzo Partecipa, Casa Riformista e Movimento 5 Stelle; Michele Menchetti con Lista Indipendente; Marcello Comanducci con la coalizione di centro destra composta da Noi Moderati, Lega, FdI, Forza Italia e Fare; e Marco Donati con la sua squadra civica raggruppata nelle liste Scelgo Arezzo, Noi per domani, Azione, Più Arezzo e Con Arezzo.

La scheda elettorale che gli aventi diritto si troveranno davanti il 24 e 25 maggio prossimo presenterà i nomi degli aspiranti sindaci della città esattamente in questo ordine.
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Più liste e meno candidati sindaco. Rispetto alla precedente tornata elettorale, quella svoltasi in piena pandemia Covid, l’aspetto che salta subito agli occhi e il numero minore di aspiranti primi cittadini che dagli otto del 2020 sono passati a 6. Sul fronte prettamente politico a scomparire sono stati i simboli dei partiti di estrema sinistra. Partito Comunista e Partito Comunista italiano all’epoca corsero con due propri candidati (rispettivamente Alessandro Massimo Facchinetti e Laura Bottai).
Confermate invece le presenze di Marco Donati e Michele Menchetti che, allora come oggi, concorrono per indossare la fascia tricolore sebbene, anche per loro, i cambiamenti non sono mancati. Donati nel 2020 si presentò all’appuntamento elettorale con due liste (Scelgo Arezzo e Con Arezzo) mentre oggi le ha più che raddoppiate. Menchetti invece, si propose come leader del Movimento 5 Stelle, partito dal quale ha preso le distanze nel corso della consiliatura passata sebbene abbia volutamente scelto di non aderire al gruppo misto per mantenere fede al mandato elettorale.
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A proposito delle schede elettorali
La scheda elettorale per le comunali è di colore azzurro e viene realizzata dall’istituto poligrafico dello Stato che ha stabilito l’utilizzo di carta copiativa riciclabile della grammatura di 90 grammi al metro quadrato.
A ogni consultazione il numero di schede stampate equivale a quello del corpo elettorale rilevato 45 giorni prima del voto. A queste vengono aggiunte quelle di scorta (pari al 30 per cento del totale) di cui una parte viene consegnata alle singole sezioni elettorali, un’altra ai Comuni e l’ultima conservata presso le prefetture.
Che fine fanno le schede dopo il voto? I Comuni sono responsabili della loro conservazione per almeno 5 anni dopo il voto finché il tribunale emette l’ordine di smaltimento e avviate al riciclo.
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